domenica 31 maggio 2009

Coppie del giorno d'oggi

C'è qualcosa che non va nella storia tra me e la mia ragazza. Poco fa ci siamo sentiti a telefono.
Lei si stava organizzando per andare allo stadio. Io stavo lavando a terra nei bagni.

giovedì 7 maggio 2009

Appunti newyorkesi/2

Il bello di New York è che, essendo una città con tantissime identità rinchiuse in uno spazio relativamente piccolo, nonostante l'enormità della città, qualsiasi tua esigenza può essere soddisfatta. Perché è la struttura stessa della Grande Mela a offrirti la possibilità di correre come un forsennato per le strade di downtown ma allo stesso tempo andarti a rilassare a Central Park oppure a Brooklyn Heights. L'esempio più scontato che mi viene in mente riguarda la catena di caffè Starbucks, presente praticamente a ogni isolato, e non sto esagerando. Se vai di fretta ti prendi il tuo caffè mocha (ottimo, grazie a Mattia per il consiglio) o il tuo frappuccino (rigorosamente double chocolate chip) e te ne scappi con tanto di fascetta attorno al bicchiere per non scottarti mentre cammini. Se invece vuoi rilassarti ti accomodi ai tavoli (se trovi posto), ti bevi il tuo caffè, ti mangi qualcosa, cacci il portatile e così via.
Insomma, hai la possibilità di fare ciò che vuoi, essendoci di tutto.

mercoledì 6 maggio 2009

Al voto, al voto

Solita discussione pre-elettorale con mio padre, ai bei tempi simpatizzante di Lotta Continua e Democrazia Proletaria, che ora si trova a votare Partito Democratico: "All'epoca vivevamo di ideali".
"Pà, a noi hanno tolto pure quelli".

lunedì 4 maggio 2009

Paris, en passant

Non ho vinto al Superenalotto, è che c'è stato un quasi accavallamento dovuto alla broncopolmonite di febbraio.
Detto questo, vanno dette le seguenti cose:
a) sempre più convinto che Alitalia dovesse fallire, o essere rasa al suolo, o qualcosa di simile. grazie di cuore a monty per il suo indispensabile aiuto nel rintracciare bagagli perduti dopo che erano rimasti a Milano a causa di una coincidenza non saltata per un pelo (un'ora di ritardo da Napoli perché mancava l'aereo (!!!), hanno bloccato il volo da Milano ma non hanno fatto in tempo a trasferire il tutto, immagino). Il fatto che dal giovedì sera le valigie siano arrivate in albergo alle 00.30 della domenica è allucinante, visto che bastava imbarcarle sul primo volo per Parigi. A quanto pare, sono partite (grazie all'Angelo custode, sennò stavamo freschi) da Linate la mattina del sabato, poi sono rimaste a prendere un po' di muffa a Charles De Gaulle.
b) Parigi è una città meravigliosa, ma sarebbe molto meglio se non ci fossero i parigini. Ok, sto generalizzando, ma sembra sempre che stai facendogli un piacere a comprare le cose da loro o a mangiare nel loro ristorante.
c) Non voglio fare l'antitaliano, ma mi sembra che Roma e Milano non siano all'altezza delle grandi capitali mondiali ed europee. Non tanto per le opere d'arte (nel caso di Roma, ovviamente), quanto per strutture, trasporti e collegamenti, vivibilità, spazi verdi.
d) Dieci euro per mezzo litro di birra, sti stronzi.

giovedì 30 aprile 2009

Appunti newyorkesi/1

Non c'entra un cazzo con la città, ma è una sensazione che ho elaborato là e che è comunque legata al viaggio. Non pensavo che dire che sono un giornalista potesse suscitare in persone così tanta ammirazione. Eppure mi è successo più di una volta che la mia risposta alla domanda "Che lavoro fai" fosse seguita da commenti entusiastici.
Nulla di male, per carità, ma a me sembra un lavoro come gli altri. Non nel senso che sia banale, ma nel senso che qualsiasi lavoro può essere il più bello o il più brutto del mondo a seconda di una serie di contingenze che in parte sono deducibili a te, in parte sono fuori dalla tua portata.

mercoledì 15 aprile 2009

L'ombra del vento

Come forse ho avuto già modo di accennare, ho uno strano rapporto con la lettura. Ci sono periodi molto lunghi in cui tocco una pagina. Poi arrivano momenti in cui consumo libri su libri. Vivendo uno di questi momenti, e non avendo a mia disposizione libri che mi ispirassero, ho chiesto consiglio a mio padre, che mi ha prestato L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn (l'accento andrebbe verso l'alto ma non ho voglia di aprire la mappa caratteri).
Ambientato in una Barcellona misteriosa, in una Spagna che usciva ora dalla guerra, tutto parte dal ritrovamento, da parte del piccolo Daniel, di un libro il cui autore è sconosciuto ai più. Da lì parte la ricerca di Daniel, che dura anni in cui assistiamo alla sua maturazione e ad alcune sorprendenti analogie con il libro ritrovato.
Di altissimo livello il personaggio di Fermìn.

Il libro è uscito nel 2001, ma ha conosciuto il successo solo in seguito al tam tam dei lettori. E forse, e questo lo capirete solo leggendolo, non è un caso.
A me è piaciuto molto, ma ho letto anche alcune critiche non proprio benevoli.

venerdì 3 aprile 2009

Vagando per la Corsica/8

Finiamo qui il lungo racconto del mio viaggetto corso della passata estate. Dunque, risveglio traumatico. La sera, prima di andare a dormire, avevamo messo ad asciugare degli asciugamani su una specie di rete metallica che divideva il campeggio da un prato vicino. Veniamo svegliati da campanacci provenienti appunto da quel prato, e mi fiondo fuori dalla tenda pensando al mio asciugamano preda di mucche golose. Per fortuna erano solo pecore scorazzanti, quindi possiamo dirigerci tranquillamento verso Sisco, una località a circa 20km (tutte di curve ovviamente) da Bastia, da dove partiremo il giorno seguente. Avete presente il "dito" della Corsica, ossia quel promontorio che si protende verso la Liguria? Bene, St. Florent si trova praticamente alla base sinistra del dito, mentre Sisco è più o meno nella metà della base destra. Ovviamente, avendo l'intera giornata a disposizione, non tagliamo per Bastia ma optiamo per fare il giro. Prendiamo quindi la D80, che percorre tutto Cap Corse. Non arriviamo in punta ma svoltiamo per Luri, tagliando quindi per l'interno. Si sale, si sale, si sale, si arriva alla fantomatica Torre di Seneca, dove dicono abbia passato il suo esilio (ma dovrebbe essere una balla), e poi si riscende.

Poco dopo Santa Severa, incontriamo una spiaggia dove c'è un'acqua tipo Bahamas. Per la precisione, la spiaggia di Misincu a Cagnano. Neanche arriviamo alla spiaggia: vediamo il mare, accostiamo in una piazzola, e ci fiondiamo lungo una ripidissima discesa che porta su degli scogli, a debita distanza dalla spiaggia. C'è solo una signora che prende il sole, per il resto è un paradiso tutto nostro.
Il camping è molto carino, arrampicato su una montagna con piazzole "naturali" divise da alberi e pietre. C'è una coppia di piemontesi ossessionata dal cane che è con loro (Jimmyyyyy.... Jimmyyyyy) ma va bene così.
La sera andiamo a Erbalunga, porticciolo molto carino e chiudiamo alla grande anche il nostro tour gastronomico, cenando a L'Esquinade: classica zuppa corsa di pesce con crostini, salsa rouille e formaggio; delle ottime cozze con burro e pesto; la solita orata per Lisa e una signora anatra al miele e maquis per me, saporitissima.

Un paio di dati chilometrici: abbiamo percorso in totale, compresa andata e ritorno da Napoli, 1800km. Tempo in auto: 32 ore e 44 minuti. Velocità media: 55 km/h. E se considerate che nella media dovete considerare circa 800km di autostrade a 130 km/h, potete immaginare quanto si vada piano in Corsica!

giovedì 26 marzo 2009

Vagando per la Corsica/7

La strada che da Calvi porta a St. Florent è abbastanza massacrante. Si passa per il deserto degli Agriates, che non è un vero e proprio deserto ma una zona aspra, selvaggia. Il problema è che sono tutte curve decisamente ravvicinate, non fai in tempo a finirne una che già stai svoltando di nuovo.
Alloggiamo poco fuori St. Florent, ma come sempre l'obiettivo principale è quello culinario, visto che - guarda caso - arriviamo per pranzo. Ci fiondiamo all'Osteria di San Martinu, a Patrimonio, che è consigliata dalle guide, e ci facciamo servire ottime cote de porc e cote d'agneau, innaffiati da vino locale.
Ecco, il vino locale. Allora, Patrimonio è un paesino che più o meno si affaccia su una strada principale che sale per colline che hanno la fortuna di essere dolci, a differenza della maggior parte dei rilievi corsi, e baciate dal sole. In poche parole, a quanto pare è una zona adatta per il vino, e infatti la strada di cui sopra conta 6/7 aziende vinicole. Ovviamente, le più celebri diventano mete da visitare. Si degusta, si compra, si riempie il portabagagli ormai stracolmo. La sola Annalisa porterà a casa 20 (venti, contate, non si esagera) bottiglie di ottimo vino corso. Io meno della metà, mi concentro più sui salami per mio fratello. Per fugare sospetti di alcolismo, segnalo che nel momento in cui sto scrivendo alcune bottiglie devono ancora essere consumate.
Detto questo, si torna al livello del mare, per una breve sosta in spiaggia e poi St. Florent, che è molto carina nonostante il casino. Per meglio dire, c'è la piazza centrale che è moderna ed evitabile, ma poi ci sono angoli piacevoli come quello nella foto sotto.
Si vede che siamo vicini, in linea d'aria, all'Italia, perché la conformazione della zona ricorda molto zone litoranea italiane. Ora, non sono mai stato in Liguria, ma me la immagino molto simile.
Tra l'altro dietro a quei palazzi c'è la zona più moderna, e soprattutto un porticciolo turistico che è enorme se confrontato alla piccolezza del paesino. Ma di barche ce ne sono davvero tantissime, alcune della quali da spavento. Mangiando a Le Catebas (almeno mi pare), dove siamo serviti da cameriere visibilmente alticce nonostante fosse abbastanza presto, fantastichiamo sui possibili introiti di un'attività gastronomica in zona.

(Avrei finito la puntata, ma giusto per non smentirmi vi dico che abbiamo mangiato insalata di mare, buona e fresca, Lisa un'orata e io delle triglie piene di erbette. Mangiato bene, i piatti molto curati anche esteticamente).

venerdì 20 marzo 2009

Vagando per la Corsica/6

Ultima giornata a Calvi e dintorni, la giornata prevede un giro della Balagna, ossia la zona immediatamente alle spalle di Calvi, dove iniziano a spuntare le prime montagne. Prendiamo la D451 e si inizia subito a salire. Il primo paese è Montegrosso dove già si vede un bel panorama: il comune è diviso in diverse frazioni che si susseguono strada facendo incastrate tra le montagne. Dopodichè c'è Zilia, località celebre per l'acqua che viene imbottigliata. Ma noi, da vecchi ubriaconi che non siamo altro, leggiamo che in zona c'è l'azienda vinicola che produce il Domaine d'Alzipratu. La troviamo un po' a fatica. Essendo domenica, sarebbe chiusa, ma il gestore ci fa assaggiare un po' di vino senza problemi. Ora non ricordo esattamente, ma mi pare fosse marocchino. Comunque, era musulmano, e la cosa ci lascia un po' stupiti. Facciamo due chiacchiere tentando di capirci - un po' a fatica - e lui ci spiega che molti anni prima era venuto in Corsica, gli era piaciuta, si era trovato bene, e aveva deciso di trasferircisi. Da cosa nasce cosa ed eccolo là...
Prendiamo qualche bottiglia che sistemiamo nel bagagliaio, che ormai sembra sempre di più un supermercato, e ci rimettiamo in marcia verso Calenzana, famosa perché da lì solitamente parte il GR20. Dico solitamente perché volendo uno può partire anche dall'altra parte, però normalmente si inizia da qui. Paesino tranquillissimo, c'è qualche escursionista, dietro si vedono delle montagne. Giriamo un po' fino a pranzo, e a quel punto dirottiamo la nostra attenzione su Chez Michel (noto anche come La Calenzana). Ora, Michel è il proprietario, assomiglia tremendamente a Steve Nash, ha fatto il cuoco a Parigi e anche lui si è trasferito in Corsica. Per primo ci propone un ottimo cinghiale alla corsa. Cinghiali che caccia lui nel corso dell'anno. In un altro recipiente ci portano degli spaghetti che ovviamente tocchiamo poco. Il capolavoro è nell'aria... ed è il soufflè al brocciu. Temevamo fosse una bomba calorica, invece è un dolce soffice e gustoso. Fantastico.

A fatica, ci rimettiamo in auto, prendiamo la D151 e poi la D551, e si continua a salire verso Sant'Antonino, un paese totalmente arroccato su un'altura. Più che farci una camminata per il paese, lo scaliamo, visto che ci sono dei tratti in pietra, che tra l'altro portano ad abitazioni! Ci immaginiamo le anziane signore corse a trascinare senza problemi la spesa per le pareti rocciose, e caracolliamo verso Pigna.
Pigna è un paesino ancoooora più piccolo che si stava spopolando irrimediabilmente. Cosa hanno fatto allora? Lo hanno trasformato in una sorta di riserva artistica, alla quale puoi accedere rigorosamente a piedi. Uno dopo l'altro, si succedono laboratori di musica, ceramiche, scultura, pittura e quant'altro.
A quel punto si riscende verso Corbara e siamo di nuovo in riva al mare, per l'ultima serata al campeggio e a Calvi. Non resistiamo, e bissiamo il vitello di U Minellu.