lunedì 23 agosto 2010

Su e giù per le colline marchigiane

E' stata un'estate particolare. Negli anni precedenti avevo sempre avuto il problema della tardiva decisione delle ferie, che mi impediva di fatto di organizzare con largo anticipo, con non trascurabili limitazioni anche economiche. St'anno, per tutta una serie di motivi, ero riuscito a pianificare il tutto con un certo margine. Poi è arrivata una serie di sfighe che ormai accompagna tutti i tentativi di viaggio* miei e di Annalisa, e di conseguenza abbiamo dovuto cambiare le carte in tavola, coinvolgendo un amico (Simone) e un fratello (Riccardo) in un vagabondaggio per le Marche.

* New York (rinviato di due mesi visto che una broncopolmonite mi aveva atterrato), Barcellona (a lungo a rischio l'andata, poi al ritorno ci s'è messo pure il vulcano), Londra (sciopero degli aerei e cancellazione del volo), Paesi Baschi (stavolta abbiam dovuto annullare). Capita eh, ma che sfiga.


Detto questo, mentre io e Riccardo eravamo a Pescocostanzo a rifocillarci, gli internetmuniti Lisa e Simone si son messi sotto e hanno dato vita ad un nutritissimo elenco di luoghi dove fermarci a dormire. Una pessima guida del Touring Club (non quella verde, una versione sulla carta meno "ingessata") non ci aiutava molto, ma bene o male un abbozzo di itinerario era fatto. Sei giorni, una tappa attorno a Urbino, una sulla direttrice orizzantale di Ancona, una tra Fermo, Macerata e Ascoli Piceno.

Brevemente, quindi, le Marche.
- Le strade. Praticamente non c'è pianura, quindi è tutto un saliscendi per strade provinciali, a parte qualche eccezione. Curve, tornanti,anche qualche sterrato se avete un navigatore satellitare particolarmente eccentrico. Noi ovviamente l'avevamo. Meno snervante delle strade della Corsica, ovviamente, ma in certi momenti ho rimpianto l'autostrada.
- La gente è molto accogliente. Bisogna però stare attenti a non farsi cogliere nell'atto di scattare una foto, perché le possibilità di vedersi fermato da un vecchietto sono altissime. In questo modo abbiamo scoperto che a San Ginesio dovrebbe essere sepolto Pipino il Breve e che un tempo vi era una forte presenza templare. Per non parlare del rapimento che abbiamo subito per mano del mitico signor Innocenzo, l'ascolano del secolo, che ci ha trascinato nel suo Museo del Fischietto. Un gran personaggio.
- Birra. Cazzo, se sono intenditori. A Fermignano siamo finiti in un agriturismo-birrificio. Sono agli inizi, la struttura è ancora in fase di completamento, ma la birra è buona. In paese c'è un pub fornitissimo. A Ortezzano, in provincia di Fermo, siam finiti in un locale che offriva una trentina di birre, tra belghe, tedesche e artigianali italiane, difficili da trovare e lontane dalla grande distribuzione. Ma dannazione, è così difficile trovare qualcosa di quantomeno simile qui? Pub affermati hanno sempre le stesse 6/7 birre, che gli costa tirarne un paio di nuove a rotazione ogni mese?
- Gli agriturismi. Il nostro futuro! Attendo una vincita al Superenalotto per un piccolo input economico e poi apro il mio.
- Le città. Urbino al top del viaggio. Meravigliosa e affascinante, durante l'anno probabilmente dovrebbe essere ancora meglio con il viavai di universitari. Ancona particolare. A me è piaciuta, nonostante il porto (turistico e soprattutto industriale) sia troppo al centro della città e rovini la vista. Ascoli Piceno molto bella ma clima pesantissimo. Dal vecchietto che scaccia un barbone straniero reo di stare in fila a comprare delle olive alle scritte per i Nar e i Nocs. Fermo invece sembra in smobilitazione, nella piazza principale fioccano i Vendesi e i Fittasi.
- Paesini. La cosa migliore probabilmente. Sarnano, Cingoli (consiglio: cena a La Taverna di Ro' - e prenotate -, dopocena al Brillo parlante), Offida, Ripatransone (dove c'è il vicolo più stretto del mondo, eh!), Sirolo, San Ginesio. Piccoli e affascinanti.
- Natura. Gola del Furlo e Grotte di Frasassi. Le grotte sono incantevoli, nonostante rappresentino ormai un business di un certo rilievo: bancarelle ovunque e ingresso di un gruppo di turisti ogni dieci minuti. Considerando che la visita dura un'ora, per quanto possano essere grandi le grotte immaginatevi che casino che c'era...
- Da fare la prossima volta: escursione sui Monti Sibillini e il Lago di Pilato, raccontato anche dagli Offlaga Disco Pax. Non abbiamo avuto il tempo, e probabilmente faceva pure troppo caldo.
- Esperienza più bella. Probabilmente la cena collettiva all'agriturismo "Lavanda Blu" a Carassai. Gestito da Elizabeth (americana) e Hans (olandese), si vede che dietro c'è la mano di uno straniero. Si respira un'atmosfera europea, e infatti quasi tutti i turisti erano stranieri. Tre volte a settimana, Elizabeth organizza una cena alla quale possono partecipare tutti i clienti. O, per meglio dire, gli ospiti. Perché sembra di stare a casa sua, ti viene anche di dare una mano a sparecchiare. E così siam finiti a parlare con una simpatica famiglia belga, così meravigliata da alcune peculiarità italiane (Berlusconi, i doppiaggi dei film...) Nota per il futuro: fornisce anche piazzole per campeggiare.

4 commenti:

Matteo ha detto...

Dillo che mi eviti. :D
Nota: Ortezzano è in provincia di Fermo. ;)

Anonimo ha detto...

scusalo...e' ignorante. E dire che il buon Gaetano l'aveva pure detto...

#sve#

drunkside ha detto...

mapporc. edito.

drughino ha detto...

vitti andiamo a campeggiare come ai vecchi tempi nell agriturismo degli olandesi!!!

(bah)