Ho sempre auspicato una campagna elettorale in cui gli avversari non si insultano ogni ora, ma qua mi sembra si stia esagerando. Il primo mese è stato qualcosa di atrocemente sconsolante, per la pochezza offerta dalle parti in lizza. Ok, bisognava rivedere le alleanze e allestire le liste, ma per il resto si è assistito a un ridicolo gioco delle parti, fatto di bacini a distanza made in Veltrusconi. Giusto negli ultimi giorni si è assistito a qualche querelle, per cose trascendentali come Berlusconi che strappa il programma del Pd e la candidatura di Ciarrapico, con la sinistra che si è dimenticata (forse) di ricordare che la gravità non è soltanto nel fascismo dell'individuo, ma nella sua lunga carriera di delinquente.
Ad animare un po' la questione non ci provano neanche i piccoli: Bertinotti passa da un salotto televisivo all'altro, Casini cerca disperatamente la lite con Berlusconi che non lo calcola manco di striscio. Restano allora i piccolissimi. Pannella fa lo sciopero della sete contro il suo sciopero della sete, Boselli cerca disperatamente di farsi invitare in trasmissioni televisive per poi abbandonarle in segno di protesta e offre candidature a destra e a manca. Un bel quadro, non c'è che dire. La nota positiva (e non è poco) è che forse ci siamo levati dalle balle Mastella, almeno per un po'.
martedì 11 marzo 2008
lunedì 10 marzo 2008
Pantofolaio
Che vi credete, sono uno sportivo io. Voi passate la domenica a mangiare e a dormire, fatevi del male. Che ci penso io a vivere la mia domenica di sport per voi.
E da sportivo (molto all'italiana), mi sono comportato oggi, non avendo molto da fare perchè la Eldo ha giocato (e perso, pare anche piuttosto male) ieri, e inoltrenon sfruttando in maniera adeguata la casa a disposizione. Penso di essere l'unico ragazzo al mondo che non utilizza il campo libero perchè LA RAGAZZA è andata allo stadio. Ora ridete (giustamente) per le prossime 3/4 ore, dopodichè, se volete, continuate pure a leggere.
Fatto? Bene. Dicevamo che son sportivo, ed essendo domenica ho deciso di spaparanzarmi sul divano e di gustarmi quasi tutto lo sport a disposizione. Calcio escluso, perchè se non c'è la nazionale raramente mi appassiono a un qualcosa dove non succede niente per minuti.
Ore 16, Francia-Italia del 6 Nazioni. Gli azzurri hanno retto abbastanza bene, ma hanno commesso le solite ingenuità che ci sono costate carissimo. Rougerie ci ha massacrato.
Ore 18, Toronto Raptors-Seattle Sonics. Utile per vedere come Carlos Delfino sia diventato un giocatore di tutto rispetto anche in Nba e per cercare di comprendere come possa Tj Ford essere considerato un giocatore di basket. Nel secondo quarto, in tre azioni consecutive, si è fatto stoppare un sottomano rovesciato dal ferro, ha scaricato a un avversario in un contropiede 1vs3 e ha forzato un tiro in un 1vs4. Bargnani male al tiro ma autore di un buon secondo tempo, dove ha ritrovato la retina ed è stato solido a rimbalzo.
Ore 20.30, Phoenix Suns-San Antonio Spurs. L'acquisto di Shaq sembra essere stato fatto apposta per dare fastidio a Duncan, che fatica di più ad aggirare il corpaccione di The Diesel rispetto a quello di un pessimo difensore come Stoudemire. Vincono i Suns ma San Antonio sembra avere un maggior numero di variabili da sfruttare, e per D'Antoni c'è sempre l'enigma della marcatura di Parker. Ginobili tra i migliori 10 del campionato.
Ore 21 (zapping selvaggio), MotoGP. Parte forte Pedrosa ma un anno dopo è sempre il cangurotto a divorare l'asfalto. Stoner disumano, ottimo esordio per Lorenzo e Dovizioso che si permette di battere Rossi al termine di un duello esaltante.
E da sportivo (molto all'italiana), mi sono comportato oggi, non avendo molto da fare perchè la Eldo ha giocato (e perso, pare anche piuttosto male) ieri, e inoltrenon sfruttando in maniera adeguata la casa a disposizione. Penso di essere l'unico ragazzo al mondo che non utilizza il campo libero perchè LA RAGAZZA è andata allo stadio. Ora ridete (giustamente) per le prossime 3/4 ore, dopodichè, se volete, continuate pure a leggere.
Fatto? Bene. Dicevamo che son sportivo, ed essendo domenica ho deciso di spaparanzarmi sul divano e di gustarmi quasi tutto lo sport a disposizione. Calcio escluso, perchè se non c'è la nazionale raramente mi appassiono a un qualcosa dove non succede niente per minuti.
Ore 16, Francia-Italia del 6 Nazioni. Gli azzurri hanno retto abbastanza bene, ma hanno commesso le solite ingenuità che ci sono costate carissimo. Rougerie ci ha massacrato.
Ore 18, Toronto Raptors-Seattle Sonics. Utile per vedere come Carlos Delfino sia diventato un giocatore di tutto rispetto anche in Nba e per cercare di comprendere come possa Tj Ford essere considerato un giocatore di basket. Nel secondo quarto, in tre azioni consecutive, si è fatto stoppare un sottomano rovesciato dal ferro, ha scaricato a un avversario in un contropiede 1vs3 e ha forzato un tiro in un 1vs4. Bargnani male al tiro ma autore di un buon secondo tempo, dove ha ritrovato la retina ed è stato solido a rimbalzo.
Ore 20.30, Phoenix Suns-San Antonio Spurs. L'acquisto di Shaq sembra essere stato fatto apposta per dare fastidio a Duncan, che fatica di più ad aggirare il corpaccione di The Diesel rispetto a quello di un pessimo difensore come Stoudemire. Vincono i Suns ma San Antonio sembra avere un maggior numero di variabili da sfruttare, e per D'Antoni c'è sempre l'enigma della marcatura di Parker. Ginobili tra i migliori 10 del campionato.
Ore 21 (zapping selvaggio), MotoGP. Parte forte Pedrosa ma un anno dopo è sempre il cangurotto a divorare l'asfalto. Stoner disumano, ottimo esordio per Lorenzo e Dovizioso che si permette di battere Rossi al termine di un duello esaltante.
domenica 9 marzo 2008
Good luck
Internet è grande perchè ti dà la possibilità di interagire quotidianamente con persone lontane. Molte delle mie amicizie sono coltivate attraverso la rete, e non le considero affatto di minore importanza rispetto a quelle con persone che vedo più volte a settimana. L'altra possibilità è quella di mantenersi in contatto con persone che vedevi più volte a settimana e che ora non potrai vedere così spesso. Non è la prima volta che mi capita una cosa di questo tipo. Con Mattia a scuola eravamo inseparabili e ha preso la strada di Roma, poi di Londra, poi di New York. Con Simone condividevo, e condivido, praticamente tutte le mie passioni. E qualche anno fa anche lui ha preso il volo per Sassari. Questa volta tocca a Francesco, che ha deciso che Napoli era troppo piccola per il suo talento (anche se bisogna ancora scoprire quale sia effettivamente) e ha diretto la sua stempiatura in direzione Milano. Sono sensazioni strane, ti senti irrimediabilmente più solo. Ma alla fine i modi di sentirsi ci sono sempre, le occasioni per vedersi si trovano, e sai che ognuno può fare conto sull'altro. In bocca al lupo Puccio!
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me
sabato 8 marzo 2008
Human beat box
Vanno però dette un po' di cose negative, che però esulano da quanto proposto da De Leo. Innanzitutto, il costo spropositato. Ok i 15 euro del biglietto con tanto di consumazione, ma aggiungerci 10 euro di tessera Arci e 2 di guardaroba obbligatorio ti fanno un po' male al portafogli. Insomma, io a vedere sto concerto ci tenevo ma altrimenti col cazzo che mi avrebbero visto. Mi sarei anche comprato il cd, se non fosse che piangevo miseria. Altra cosa parte del pubblico, che ha pensato bene di chiacchierare anche durante le canzoni che necessitavano il massimo silenzio. Buon modo di buttare 30 euro, ma probabilmente erano distratti dalla proiezione in loop di "Cicciolina amore mio". Va bene che il locale (Mutiny, diciamolo affinchè la gente sappia) era un ex bordello, con tanto di lettini dove stravaccarsi, ma c'erano pure dei bambini. Vabbè, amen, spero di poterlo rivedere ma in un altro posto.
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concerti
domenica 2 marzo 2008
Si suda
Ci sono buone possibilità che la prossima gara che vedrò della Eldo sia tra un mese: delle prossime 4 ci sono 3 trasferte e quella interna è il sabato di Pasqua e spero di non essere a Napoli. Non è una gara facile, come previsto, perchè i giocatori sono un po' deconcentrati dopo i bei risultati delle ultime partite, e perchè Varese comunque non fa così pena come nel girone d'andata. Rocca segna un canestro maestoso in dream shake alla Olajuwon e si fa un mazzo quadro, ma gli altri non ci sono e la Cimberio va avanti anche di 15. Bucchi capisce con un po' di ritardo che oggi in campo c'è il fratello scarso di Thomas e che solo Flamini può tenere Holland, che infatti uscirà presto dalla partita. Giocando di merda, finiamo il primo tempo sotto di 12 e non è un cattivo risultato. Nella ripresa c'è l'ormai consueto show nel terzo quarto, in cui recuperiamo tutto lo svantaggio. Gara concreta di Monroe nonostante i tiri non entrino. Rocca ha qualche problemino di falli e di conseguenza soffriamo molto Lloreda, bel giocatore, molto potente e con una gran presenza in post basso. Nell'ultimo quarto si erge sua maestà Jumaine Jones: se fino si era "limitato" a segnare (tanto), nei dieci minuti finali gioca con un'intensità pazzesca, prende rimbalzi ad altezze sovrumane, stoppa, difende come un ossesso. Aggiungiamoci Malaventura che ormai è diventato un clutch player (chiedere a Caja...) e che trova tre triple fondamentali ed ecco altri due punti.
La zona playoff è ancora a quattro punti, il problema è che davanti ci sono tante, forse troppe squadre. Marciamo col nostro passo e vediamo cosa arriva, la gara di sabato a Pesaro (alle 14.30, bell'orario del cazzo) sarà determinante.
p.s.: che bello rivedere Tierre Brown con un'altra canotta addosso. mamma che scarso, ieri forse il migliore in campo per Napoli
La zona playoff è ancora a quattro punti, il problema è che davanti ci sono tante, forse troppe squadre. Marciamo col nostro passo e vediamo cosa arriva, la gara di sabato a Pesaro (alle 14.30, bell'orario del cazzo) sarà determinante.
p.s.: che bello rivedere Tierre Brown con un'altra canotta addosso. mamma che scarso, ieri forse il migliore in campo per Napoli
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basket
domenica 24 febbraio 2008
Un'orchestra
Ieri sera s'è visto qualcosa di più di una squadra di basket. Montegranaro non perdeva in casa da una vita, ed era seconda in classifica. Noi in trasferta fatichiamo. Il primo tempo è stato bruttino, loro hanno trovato punti con Jobey Thomas (eccezionale su un Monroe bravo a capire che era dannoso forzare) e con Minard. Noi ci siamo affidati a un Rocca dominante ed è stato bravo Flamini a fare 4 punti in un momento di difficoltà offensiva.
Il terzo quarto è stata una cavalcata: ci sono entrati i primi tiri da 3 (Blums, Jones, Thomas). Parziale di 34-17. Rocca ha continuato a umiliare Ford (in formissima fino a ieri, e a 20" dalla fine aveva segnato solo 3 punti), Flamini ha avuto momenti da Dea Kali per la quantità di palle sporcate e recuperate.
Io continuo a guardare dietro, ma molto più a cuor leggero. E una sbirciata davanti ogni tanto si può anche fare. Temo, però, la partita di sabato con Varese, ultima in classifica. Non vorrei che ci rilassassimo e che ci facessimo sorprendere in casa.
Il terzo quarto è stata una cavalcata: ci sono entrati i primi tiri da 3 (Blums, Jones, Thomas). Parziale di 34-17. Rocca ha continuato a umiliare Ford (in formissima fino a ieri, e a 20" dalla fine aveva segnato solo 3 punti), Flamini ha avuto momenti da Dea Kali per la quantità di palle sporcate e recuperate.
Io continuo a guardare dietro, ma molto più a cuor leggero. E una sbirciata davanti ogni tanto si può anche fare. Temo, però, la partita di sabato con Varese, ultima in classifica. Non vorrei che ci rilassassimo e che ci facessimo sorprendere in casa.
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basket
giovedì 21 febbraio 2008
Dalle viscere puzzolenti delle discariche campane, insieme con i rifiuti tossici, continuano a uscire sorprese. Come una lontana legge regionale che, dissepolta, fa retrodatare l'emergenza spazzatura al 1973: cioè 35 anni fa. E indovinate da cosa era stata motivata, quella legge? Dal colera e da una rivolta a Pianura. Prova provata che il nostro è un Paese più smemorato dello smemorato di Collegno. Quanto siano lunghi trentacinque anni è facile da dirsi. Ne bastarono ventuno a Gengis Khan per unificare le tribù mongole, trascinarle alla conquista dell’Asia, arrivare ai Balcani e fondare il più grande impero della storia. Ne bastarono ventisette a Wolfgang Amadeus Mozart, morto appunto trentacinquenne, per scrivere 22 opere liriche, 12 opere sacre, 17 sinfonie e un’altra infinità di concerti e sonate e duetti. Ne bastarono 32 a Pio IX per marcare il pontificato più lungo dopo San Pietro. Bene, in quel lontano 1973 in cui erano ancora vivi Julius Evola e Aldo Palazzeschi, Beppe Savoldi vinceva la classifica marcatori davanti a Paolino Pulici e a Sanremo trionfava Peppino Di Capri, Napoli venne colpita dal colera.
Era la fine di un agosto torrido. Il presidente del Consiglio Mariano Rumor declamava che i problemi del Mezzogiorno erano al primo posto nella sua agenda, le cozze morivano asfissiate negli allevamenti legali e in quelli abusivi, la città non aveva ancora smaltito la rabbia che a metà luglio, nell’incubo d’una crisi energetica, aveva scatenato addirittura una serrata dei panificatori seguita da medievali assalti ai forni. E quando furono segnalati i primi due morti dilagò il panico. Il 30 agosto i decessi erano già sette, i ricoverati negli ospedali oltre centocinquanta, gli americani cominciavano a vaccinare la gente con enormi siringoni. E mentre nel resto d’Italia gli anti-democristiani sorridevano del fatto che per l’Organizzazione mondiale della sanità l’epidemia era causata da un vibrione di tipo Ogawa (con immediato gioco di parole su quello che era allora il viceré doroteo: «’o Gava») in città e nei dintorni divampava la protesta con guerriglia nelle strade, incendi, attacchi alle farmacie.
Ed ecco infine arrivare le prime disposizioni igieniche: vietato vendere frutti di mare, vietato fare il bagno lungo tutto il litorale, vietato abbandonare l’immondizia per strada. I giornali, memori di quanto era accaduto nella storia, ripubblicavano le cronache della spaventosa epidemia di colera del 1884 (settemila morti) e di quella ancora più apocalittica del 1836/1837, quando le vittime erano state 18 mila. Il ministro della Sanità, Luigi Gui, arrivava sotto il Vesuvio dicendo di essere stato informato di quanto accadeva dalla radio e mentre il capo dello Stato Giovanni Leone faceva visita ai malati al «Cotugno», una folla di curiosi, come trent’anni dopo avrebbe ricostruito sul «Diario» Eugenio Lucrezi, assisteva dal lungomare «alla deriva di quintali di cozze senza padrone, sradicate dai tralicci da chissà chi, che fluttuavano libere su e giù per Mergellina e in balìa delle correnti» mentre i fotografi immortalavano gli allevamenti di frutti di mare dove aggallavano i topi morti.
Sul Mattino, riapparve anche un pezzo della combattiva lettera aperta che la grande Matilde Serao aveva indirizzato in quel 1884 al capo del governo Agostino Depretis: «La strada dei Mercanti, l’avete percorsa tutta? Sarà larga quattro metri, tanto che le carrozze non vi possono passare, ed è sinuosa, si torce come un budello; le case altissime la immergono durante le più belle giornate, in una luce scialba e smorta: nel mezzo della via il ruscello è nero, fetido, non si muove, impantanato, è fatto di liscivia e di saponata lurida, di acqua di maccheroni e di acqua di minestra, una miscela fetente che imputridisce. In questa strada dei Mercanti, che è una delle principali del quartiere Porto, v’è di tutto: botteghe oscure, dove si agitano delle ombre, a vendere di tutto, agenzie di pegni, banchi lotto; e ogni tanto un portoncino nero, ogni tanto un angiporto fangoso, ogni tanto un friggitore, da cui esce il fetore dell’olio cattivo, ogni tanto un salumaio, dalla cui bottega esce un puzzo di formaggio che fermenta e di lardo fradicio ».
E tutti a dire: ecco, anche oggi è come allora! Basta! Basta! Era questa l’aria che tirava, quando scoppiarono le rivolte di piazza contro le discariche, a partire da quella di Pianura dove la gente organizzò esattamente come oggi furenti blocchi stradali. E fu nella scia di questi moti che il Consiglio Regionale della Campania (nel quale sedeva sui banchi comunisti il giovane Antonio Bassolino) decise di votare una «dichiarazione di urgenza ». E di varare una legge, la numero 23 del 19 novembre 1973, che portava un titolo quasi incredibile, a rileggerlo oggi: «Finanziamenti regionali per la costruzione, ampliamento e completamento di impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani». E non si trattava solo, come ricorda Mario Simeone, già capo dell’Ufficio Stampa del Consiglio Regionale, di buoni propositi: per la sua attuazione venne previsto infatti uno stanziamento di 30 miliardi di lire, con i quali i comuni o loro consorzi avrebbero dovuto «costruire i necessari inceneritori nel quadro di un piano regionale di cinque anni di localizzazione razionale degli impianti». All’articolo 9, con minaccioso decisionismo, c’era scritto: «Qualora i Comuni o Consorzi non presentino i progetti esecutivi o non completino le opere nei termini stabiliti, provvede direttamente la Regione alla realizzazione degli impianti». All’opera! All’opera! Cinque anni dopo, al momento del bilancio, non era stata investita seriamente una sola lira. Da allora, mentre si accavallavano emergenze ad emergenze, si sono succeduti 5 presidenti della Repubblica, 9 legislature, 29 governi. E, come se quella legge non fosse mai stata fatta, si è sempre ricominciato da zero.
lunedì 18 febbraio 2008
La sfida nella sfida
Jumaine Jones e Alan Anderson si conoscono perchè hanno giocato assieme in Nba, a Charlotte. I due hanno dato vita a simpaticissimi siparietti nel corso del match. Tutto è iniziato quando JJ ha subito fallo su tiro da 3 e ha sbagliato i primi due liberi. Anderson è andato a sfotterlo, e Jones per dimostrargli di saperci fare ha segnato di tabellone. Cosa che ha provato, con successo, anche in altri momenti del match.
Sesta vittoria interna consecutiva, anche se le cose non s'erano messe benissimo nel primo quarto. Invece nel secondo quarto abbiamo ingranato, trovando bei canestri con Monroe e Jones. Il terzo quarto invece è stato da manuale del basket, segnavamo in ogni modo e abbiamo difeso alla grande, grazie a una prestazione maiuscola di Mike Bernard (3 stoppate). In curva ambiente caldo quando la squadra ha iniziato a ingranare. Ultimo periodo orribile, Bologna (bella la canotta) rosicchia qualcosa ma non ci impensierisce più di tanto. Dietro Scafati vince e quindi il margine è sempre di sei punti.
Post-partita tranquillo, se non fosse che al momento di pagare il conto viene il proprietario del pub a farci i complimenti per le birre che avevamo preso nel corso della serata e per l'ordine in cui le avevamo prese! Mio fratello con la colossale faccia tosta di chi ha appena bevuto un litro abbondante gli chiede se la nostra bravura non meriti uno sconto, e viene puntualmente accontentato.
Sesta vittoria interna consecutiva, anche se le cose non s'erano messe benissimo nel primo quarto. Invece nel secondo quarto abbiamo ingranato, trovando bei canestri con Monroe e Jones. Il terzo quarto invece è stato da manuale del basket, segnavamo in ogni modo e abbiamo difeso alla grande, grazie a una prestazione maiuscola di Mike Bernard (3 stoppate). In curva ambiente caldo quando la squadra ha iniziato a ingranare. Ultimo periodo orribile, Bologna (bella la canotta) rosicchia qualcosa ma non ci impensierisce più di tanto. Dietro Scafati vince e quindi il margine è sempre di sei punti.
Post-partita tranquillo, se non fosse che al momento di pagare il conto viene il proprietario del pub a farci i complimenti per le birre che avevamo preso nel corso della serata e per l'ordine in cui le avevamo prese! Mio fratello con la colossale faccia tosta di chi ha appena bevuto un litro abbondante gli chiede se la nostra bravura non meriti uno sconto, e viene puntualmente accontentato.
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sabato 16 febbraio 2008
Into the Wild
Visto, finalmente, ieri. Visto che adoro il viaggio e la natura in tutte le sue forme, non poteva non piacermi. Aggiungiamoci anche la colonna sonora di Vedder, che nel film si incastra perfettamente, e il quadro è completo.
Essendo io clamorosamente pigro, vi lascio ancora una volta il link alla recensione di ale, alla quale non mi sentirei di aggiungere molto, in particolare sulla seconda conclusione, quella del rapporto con i genitori. Non l'ho trovato, invece, troppo lungo. Altre considerazioni le evito per non sputtanare il finale a chi non l'avesse ancora visto.
Piccola nota a margine: visto in una saletta da 25 posti con una coppia dietro di me che ha vociato per tutto il film su quanto fosse assurda e poco verosimile la storia. Finisce il film, vedono che è una storia vera e dicono "ah però, figo!". Facendo un paradosso, forse converrebbe proibire la formula "tratto da una storia vera". Sapere che un racconto, una storia non sono realmente accadute ci impedisce di chiudere gli occhi e sognare. Godersi una storia senza troppe pippe mentali.
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cinema
martedì 5 febbraio 2008
Trasfertina senese
Un simpatico viaggetto, una bella domenica in compagnia. Appuntamento alle 8, viaggio tranquillo fino a Montepulciano. Purtroppo la segnalazione del ristorante non è dei migliori, il vino non è male, si mangia nella norma. Credo che in zona si possa ottenere molto di meglio pagando di meno. Per la cronaca, come antipasto un tagliere di salumi e formaggi. Poi ribollita e pici al ragù. Grigliata mista: bene il vitello, salsiccia molto aromatica, la tagliata è tostariella. Si chiude con cantucci col vin santo e una specie di chiacchiere (o frappe, che dir si voglia). Per gli interessati, il ristorante si chiama Fattoria Pulcino. Ripeto, non si mangia male ma forse era meglio un agriturismo...
Il palazzetto di Siena è pieno, non c'è un bel rapporto tra le due tifoserie ma come ben sapete a me frega solo della partita. Siena parte fortissimo, la differenza è evidente. Piano piano tutti i nostri giocatori hanno problemi di falli, e dalla tripla di Eze seguita dagli airball di Jumaine Jones (ben tenuto da Stonerook nei primi 20') si capisce che non è una gran serata. Thomas passa la sua partita immobile in angolo, chiama il cambio di marcatura anche nei blocchi appena accennati, dopodichè per infortunio (chissà quanto vero) si chiama il cambio. Al riposo non c'è storia, ma nel secondo tempo la situazione cambia. La squadra lotta, segniamo anche canestri con un po' di fortuna, in particolare con Blums e Jones. A -2'30" abbiamo anche la tripla del -5, ma Monroe sbaglia. Peccato, non gli avessimo regalato il primo tempo ce la saremmo giocata fino alla fine. Resta la netta superiorità della MontePaschi, che ha comunque dato l'impressione di poter accelerare quando voleva.
Il ritorno è un po' complicato, all'altezza di Roma c'è una sorta di uragano. A casa stanco ma felice.
Il palazzetto di Siena è pieno, non c'è un bel rapporto tra le due tifoserie ma come ben sapete a me frega solo della partita. Siena parte fortissimo, la differenza è evidente. Piano piano tutti i nostri giocatori hanno problemi di falli, e dalla tripla di Eze seguita dagli airball di Jumaine Jones (ben tenuto da Stonerook nei primi 20') si capisce che non è una gran serata. Thomas passa la sua partita immobile in angolo, chiama il cambio di marcatura anche nei blocchi appena accennati, dopodichè per infortunio (chissà quanto vero) si chiama il cambio. Al riposo non c'è storia, ma nel secondo tempo la situazione cambia. La squadra lotta, segniamo anche canestri con un po' di fortuna, in particolare con Blums e Jones. A -2'30" abbiamo anche la tripla del -5, ma Monroe sbaglia. Peccato, non gli avessimo regalato il primo tempo ce la saremmo giocata fino alla fine. Resta la netta superiorità della MontePaschi, che ha comunque dato l'impressione di poter accelerare quando voleva.
Il ritorno è un po' complicato, all'altezza di Roma c'è una sorta di uragano. A casa stanco ma felice.
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