Bertolaso: "Ho segnalato i comuni da commisariare, scoprendo in seguito che il 70% erano del centrodestra. Mi è stato detto che non era politicamente opportuno".
Passo da Fnac e acquisto Fallout: New Vegas, seguito di un capolavoro di cui già vi parlai. Anche in questo caso si tratta di avventure che accadono in uno scenario apocalittico, nella cosiddetta Zona Contaminata.
Vado al pieno inferiore, compro "La Peste", il libro di Tommaso Sodano su tutto quello che c'è dietro lo scandalo dei rifiuti in Campania.
E inizio a pensare che tra due anni acquisterò Fallout: Terzigno. La nuova Zona Contaminata.
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giovedì 28 ottobre 2010
lunedì 21 giugno 2010
Laggiù nel selvaggio West
Riprendiamo con l'angolo del nerd. In queste settimane mi sono buttato su un gioco che attendevo da qualche mese, possibile Game of the Year. Si tratta di Red Dead Redemption, lavoro Rockstar (quelli di Grand Theft Auto, per intenderci) ambientato nel West. Un'ambientazione di grande fascino, poco esplorata (e con scarsi risultati) nell'ambito ludico. E Rockstar applica le formule vincenti di Grand Theft Auto in questa nuova ambientazione: mappa enorme, tante missioni secondarie, personaggi non protagonisti ben caratterizzati ed incontri casuali per strada.
A rendere grande questo gioco è appunto la sua ambientazione, uno scenario ricostruito in maniera affascinante. Mi è capitato in più di un'occasione di fermarmi durante una cavalcata per ammirare un tramonto in una valle.
La trama è interessante ma contiene a mio avviso un paio di difetti. In diverse occasioni (vedi la parte di gioco ambientata in Messico) ti senti un po' sballottato dagli eventi.
E poi c'è la possibilità di caricare gli mp3 di Morricone sulla console e giocarselo con un degno sottofondo. Vale la pena acquistarlo già per questo.
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venerdì 12 febbraio 2010
Navigando per lo spazio
Continuando con il mio periodo nerd, oggi parliamo di Mass Effect 2. Premetto che solitamente non amo i giochi ambientati nello spazio, ma ne avevo sentito parlare un gran bene e così l'ho acquistato.
Siamo nel 2185, i viaggi nello spazio sono ormai cosa quotidiana. Nel primo episodio Shepard aveva fermato l'invasione dei Razziatori, una razza aliena sintetica che ha la bella abitudine di provocare l'estinzione delle cività. Sull'astronave Normandy tutto procede bene fin quando succede un casino, salta tutto per aria, e a quel punto il nostro eroe muore. Muore? Sì. E che cazzo, iniziamo bene.
Passano due anni e Shepard viene riportato in vita dall'organizzazione Cerberus, che vuole che indaghi sulla scomparsa di intere colonie umane nello spazio e recluti il meglio del meglio per fronteggiare la nuova minaccia.
Un aspetto molto interessante è la possibilità di recuperare i salvataggi di Mass Effect, di modo tale che le scelte compiute nel primo episodio abbiano una loro continuità nel secondo.
Il gioco è bello, lungo, l'atmosfera è affascinante, i personaggi "secondari", ossia quelli da reclutare, alla fine sono i veri protagonisti, con le loro storie ben caratterizzate. E ogni tua scelta o dialogo potrebbe avere una conseguenza su quello che poi accadrà nel corso del gioco. Probabilmente l'aspetto migliore del gioco è proprio il poter dialogare con loro, conoscerli. Anche in senso biblico.
Già il primo episodio aveva fatto discutere per la presenza di scene di sesso (del tutto innocenti, ma c'era anche la possibilità di una scena lesbica (!) con un'aliena (!!!) e quindi apriti cielo). Anche nel secondo hai la possibilità di rimorchiare qualcuno dell'equipaggio, per sentirti anche tu un po' Bertolaso. Voglio dire, in tv si vede di tutto, figurati se ste scene possono turbare qualcuno. Ma come al solito si parla per aprire la bocca.
Cosa manca? Innanzitutto, la trama "principale" è piuttosto ridotta, e si riduce a "recluta i tizi e conquistati la loro lealtà per poi affrontare i cattivoni". Una scelta che, come ho letto su un forum, ricorda i telefilm anni '80, più che i film, dove ci sono varie monopuntate e un mistero di fondo che ogni tanto salta fuori in attesa della final season (ossia il terzo episodio).
Per fortuna le missioni di reclutamento e quelle dedicate a conquistarsi la lealtà di ogni personaggio sono ben fatte e ben caratterizzate.
Altri elementi che non mi sono piaciuti: se è vero che ogni tua scelta può portare a una diretta conseguenza, è anche vero che sul luogo dell'azione di scelte ne hai ben poche. Le mappe di gioco sono create in modo tale da indirizzarti facilmente verso la destinazione.
Inoltre, la (necessaria) raccolta dei materiali per i potenziamenti della nave si riduce a continue e monotone scansioni dei numerosi pianeti esistenti per inviare poi delle sonde per l'estrazione. Su questo c'è da lavorare, in vista del terzo episodio.
Mass Effect 2 è quindi un bel gioco, ma sarebbe potuto essere un gran gioco. Aspettiamo fiduciosi il terzo episodio.
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venerdì 29 gennaio 2010
Nel caso abbiate molto tempo a disposizione...
Il mondo di Fallout è enorme, non a caso c'è una wiki interamente dedicata. La libertà di gioco è praticamente ai massimi livelli, e i tuoi comportamenti influenzeranno le reazioni altrui nei tuoi confronti. Gli insediamenti umani esistenti ti porteranno a conoscere altri personaggi, che potranno unirsi a te nell'avventura, e a missioni che ti serviranno ad avvicinarti alla verità su tuo padre e a raccattare i soldi per armarti, curarti, sopravvivere. Ho avuto la possibilità di giocarlo a lungo, "grazie" alla broncopolmonite dello scorso anno. Si arriva alla fine della storia, ma non puoi dire di averlo finito. Ho ancora un sacco di missioni che non ho fatto, zone che non ho esplorato, tanto che probabilmente lo riprenderò.
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mercoledì 20 gennaio 2010
"Ma cosa ha per muoversi così, le emorroidi?"
Premessa: Mi piacciono i videogiochi, mi aiutano a evadere un po'. Non sono mai stato un maniaco, ma sin da bambino ho videogiocato. Ho smesso per qualche anno, perché non riuscivo a stare dietro alle richieste hardware sempre maggiori che servivano per godersi un gioco come si deve, ma da quando la mia ragazza mi ha regalato l'XBOX (lo scorso Natale) ho ripreso un po' a giocare. Anzi, nel mese abbondante in cui sono stato chiuso in casa causa broncopolmonite, è riscoppiato un amore. Infatti mi sa che ogni tanto metterò qualche post su qualcosa che ho giocato in 'sti mesi.
Seconda premessa: alla fine di questo post ci sarà uno spoiler colossale, evitabile per chi deve ancora giocare. Lo preannuncerò nel corso del testo, comunque. Inoltre, visto che devo contestualizzare il tutto, metterò un breve riepilogo per evitare calamenti di palpebra. Quindi, a chi frega poco della contestualizzazione, che tra parentesi è raccontata pure di merda, dico di saltare alla fine.
Antefatto.
Assassin's Creed 2 è, indovinate un po', il seguito di Assassin's Creed, gioco della Ubisoft (stessa casa di Prince of Persia, dal quale ha preso parecchio) che aveva suscitato reazioni contrastanti. Ho letto, non avendolo giocato, che a un'ambientazione affascinante c'era contrapposta una modalità di gioco ripetitiva fino all'ossessione.
Comunque, brevemente ma neanche tanto, la storia di questa saga parte nel 2012, quando tale Desmond viene rapito e rinchiuso nelle Industrie Abstergo, dove i ricercatori lavorano al progetto Animus, un macchinario in grado di visionare le memorie dell'antenato di chi lo usa. L'antenato di Desmond è tale Altair, un membro della setta degli Assassini vissuto durante la Terza Crociata. Gli Assassini hanno una setta rivale, i Templari, che vogliono creare un "mondo perfetto". Alla fine del primo gioco (nel quale ti trovi a impersonare Altair vivendo i suoi ricordi tramite l'Animus) si scopre che a st'imprenditori del cazzo servono i ricordi di Altair per sapere dove cercare artefatti come il Frutto dell'Eden, per creare anche loro, in mancanza di originalità, un mondo perfetto.
Enzio, sono tuo padre!
Il seguito inizia quindi con la fuga di Desmond dall'Abstergo, aiutato da Lucy, un'infiltrata degli Assassini nelle Industrie. I due vanno in un rifugio dove si mettono a lavoro con altri Assassini dotati a loro volta di un Animus. Questa volta Desmond viaggerà con i ricordi di un altro antenato, Ezio Auditore, un ragazzo vissuto nella Firenze rinascimentale, che vedrà impiccare in piazza il padre e i fratelli, accusati di congiura. Di qui il desiderio di vendetta, e di qui la scoperta, andando avanti col gioco, di tutta sta vicenda tra Templari e Assassini che dura in saecula saeculorum.
Breve riepilogo scevro di inutilità
Ora, sinceramente mi sono divertito, al di là di tutte le pippe mentali che servono agli americani per creare un continuum tra i vari giochi e per sfregiare la storia (Machiavelli capo degli Assassini, un giovane Leonardo Da Vinci che aiuta Ezio...). Forse perché è pensato per essere giocato esclusivamente in single player, quando la maggior parte delle software house ormai punta quasi tutto sul multiplayer. Le ambientazioni sono un gradito omaggio all'Italia, e camminare per le strade e sui tetti della Firenze e della Venezia del fine Quattrocento è affascinante (altre località: Monteriggioni e San Gimignano vicino Firenze, più Forlì). Scalare il Campanile di Giotto o farsi una passeggiata per San Marco... La ripetitività delle azioni si sente poco. Il neo principale sembra essere l'intelligenza artificiale degli avversari, che stanno lì in attesa del loro turno, manco stessero dal salumiere, mentre tu picchi un nemico per volta. Su questo, in vista di un sicuro terzo seguito, ci sarebbe da lavorarci su. Inoltre il gioco è abbastanza lungo e longevo, cosa rara di sti tempi.
Attenzione, SPOILER in arrivo
Eccolo...
Ma soprattutto, un gioco in cui prendi a cazzotti il Papa, interpretato per l'occasione da Aurelio De Laurentiis, va giocato. Costi quel che costi.
Seconda premessa: alla fine di questo post ci sarà uno spoiler colossale, evitabile per chi deve ancora giocare. Lo preannuncerò nel corso del testo, comunque. Inoltre, visto che devo contestualizzare il tutto, metterò un breve riepilogo per evitare calamenti di palpebra. Quindi, a chi frega poco della contestualizzazione, che tra parentesi è raccontata pure di merda, dico di saltare alla fine.
Antefatto.
Assassin's Creed 2 è, indovinate un po', il seguito di Assassin's Creed, gioco della Ubisoft (stessa casa di Prince of Persia, dal quale ha preso parecchio) che aveva suscitato reazioni contrastanti. Ho letto, non avendolo giocato, che a un'ambientazione affascinante c'era contrapposta una modalità di gioco ripetitiva fino all'ossessione.
Comunque, brevemente ma neanche tanto, la storia di questa saga parte nel 2012, quando tale Desmond viene rapito e rinchiuso nelle Industrie Abstergo, dove i ricercatori lavorano al progetto Animus, un macchinario in grado di visionare le memorie dell'antenato di chi lo usa. L'antenato di Desmond è tale Altair, un membro della setta degli Assassini vissuto durante la Terza Crociata. Gli Assassini hanno una setta rivale, i Templari, che vogliono creare un "mondo perfetto". Alla fine del primo gioco (nel quale ti trovi a impersonare Altair vivendo i suoi ricordi tramite l'Animus) si scopre che a st'imprenditori del cazzo servono i ricordi di Altair per sapere dove cercare artefatti come il Frutto dell'Eden, per creare anche loro, in mancanza di originalità, un mondo perfetto.
Enzio, sono tuo padre!
Il seguito inizia quindi con la fuga di Desmond dall'Abstergo, aiutato da Lucy, un'infiltrata degli Assassini nelle Industrie. I due vanno in un rifugio dove si mettono a lavoro con altri Assassini dotati a loro volta di un Animus. Questa volta Desmond viaggerà con i ricordi di un altro antenato, Ezio Auditore, un ragazzo vissuto nella Firenze rinascimentale, che vedrà impiccare in piazza il padre e i fratelli, accusati di congiura. Di qui il desiderio di vendetta, e di qui la scoperta, andando avanti col gioco, di tutta sta vicenda tra Templari e Assassini che dura in saecula saeculorum.
Breve riepilogo scevro di inutilità
Ora, sinceramente mi sono divertito, al di là di tutte le pippe mentali che servono agli americani per creare un continuum tra i vari giochi e per sfregiare la storia (Machiavelli capo degli Assassini, un giovane Leonardo Da Vinci che aiuta Ezio...). Forse perché è pensato per essere giocato esclusivamente in single player, quando la maggior parte delle software house ormai punta quasi tutto sul multiplayer. Le ambientazioni sono un gradito omaggio all'Italia, e camminare per le strade e sui tetti della Firenze e della Venezia del fine Quattrocento è affascinante (altre località: Monteriggioni e San Gimignano vicino Firenze, più Forlì). Scalare il Campanile di Giotto o farsi una passeggiata per San Marco... La ripetitività delle azioni si sente poco. Il neo principale sembra essere l'intelligenza artificiale degli avversari, che stanno lì in attesa del loro turno, manco stessero dal salumiere, mentre tu picchi un nemico per volta. Su questo, in vista di un sicuro terzo seguito, ci sarebbe da lavorarci su. Inoltre il gioco è abbastanza lungo e longevo, cosa rara di sti tempi.
Attenzione, SPOILER in arrivo
Eccolo...
Ma soprattutto, un gioco in cui prendi a cazzotti il Papa, interpretato per l'occasione da Aurelio De Laurentiis, va giocato. Costi quel che costi.
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