Un simpatico viaggetto, una bella domenica in compagnia. Appuntamento alle 8, viaggio tranquillo fino a Montepulciano. Purtroppo la segnalazione del ristorante non è dei migliori, il vino non è male, si mangia nella norma. Credo che in zona si possa ottenere molto di meglio pagando di meno. Per la cronaca, come antipasto un tagliere di salumi e formaggi. Poi ribollita e pici al ragù. Grigliata mista: bene il vitello, salsiccia molto aromatica, la tagliata è tostariella. Si chiude con cantucci col vin santo e una specie di chiacchiere (o frappe, che dir si voglia). Per gli interessati, il ristorante si chiama Fattoria Pulcino. Ripeto, non si mangia male ma forse era meglio un agriturismo...
Il palazzetto di Siena è pieno, non c'è un bel rapporto tra le due tifoserie ma come ben sapete a me frega solo della partita. Siena parte fortissimo, la differenza è evidente. Piano piano tutti i nostri giocatori hanno problemi di falli, e dalla tripla di Eze seguita dagli airball di Jumaine Jones (ben tenuto da Stonerook nei primi 20') si capisce che non è una gran serata. Thomas passa la sua partita immobile in angolo, chiama il cambio di marcatura anche nei blocchi appena accennati, dopodichè per infortunio (chissà quanto vero) si chiama il cambio. Al riposo non c'è storia, ma nel secondo tempo la situazione cambia. La squadra lotta, segniamo anche canestri con un po' di fortuna, in particolare con Blums e Jones. A -2'30" abbiamo anche la tripla del -5, ma Monroe sbaglia. Peccato, non gli avessimo regalato il primo tempo ce la saremmo giocata fino alla fine. Resta la netta superiorità della MontePaschi, che ha comunque dato l'impressione di poter accelerare quando voleva.
Il ritorno è un po' complicato, all'altezza di Roma c'è una sorta di uragano. A casa stanco ma felice.
martedì 5 febbraio 2008
giovedì 31 gennaio 2008
pVo
E così son giornalista professionista. Una sensazione strana, un risultato che coltivavo da tempo e alla fine ce l'ho fatta.
Partivo da 41,33, niente di stratosferico ma un voto che mi permetteva di stare tranquillo. Sono uno degli ultimi della mattinata, quindi passo il mio tempo a camminare nervosamente dopo una notte semi-insonne a causa dei chili di peli dei gatti di mio zio rimasti sul letto. Scambio due chiacchiere con un po' di ragazzi, c'è chi viene dal Veneto, chi dalla Sicilia, chi dall'Umbria. Iniziano gli esami e fuori dalla stanza di una delle commissioni si posiziona una ciucciuettola (civetta, per i non napoletani) che ha già fatto l'esame qualche anno prima e che commenta con sprezzo le domande alle quali i candidati non sanno rispondere, bollandole come facilissime. Grazie al cazzo, comodo dirle ora, senza tensione.
Un paio di bocciati, a quanto pare dovuti a scena muta totale. Tocca a me.
Partiamo dalla tesina (sul rapporto tra blog, informazione e politica), il relatore espone e io commento. Non mi sono mossi appunti nè positivi nè negativi. Poi attaccano con le domande: tutto ruota attorno al Presidente della Repubblica, modalità d'elezione, competenze, responsabilità, motivazioni della controfirma ministeriale. Poi inizio ad andare in difficoltà quando mi chiedono, vedendo per la testata per la quale lavoro, chi sia un parlamentare di Forza Italia eletto all'estero. E via di domande sugli eletti all'estero. Poi mi chiedono il trasformismo e infine chiudono con l'eveline, e grazie ancora al collega Adriano Albano per averci spiegato cos'è durante il corso.
Esco, mi sento svuotato, sensazioni che si alternano. In certe parti bene, in altre così così. Mi fanno rientrare, mi comunicano che l'ho passato. A quel punto ho scollegato le orecchie, ho preso il foglio, ho ringraziato e me ne son scappato.
Se qualche esaminando capitasse a leggere queste pagine e volesse informazioni chiedesse pure. Consiglio di leggere dal blog "Il bello del web" tutti i post relativi all'esame.
Partivo da 41,33, niente di stratosferico ma un voto che mi permetteva di stare tranquillo. Sono uno degli ultimi della mattinata, quindi passo il mio tempo a camminare nervosamente dopo una notte semi-insonne a causa dei chili di peli dei gatti di mio zio rimasti sul letto. Scambio due chiacchiere con un po' di ragazzi, c'è chi viene dal Veneto, chi dalla Sicilia, chi dall'Umbria. Iniziano gli esami e fuori dalla stanza di una delle commissioni si posiziona una ciucciuettola (civetta, per i non napoletani) che ha già fatto l'esame qualche anno prima e che commenta con sprezzo le domande alle quali i candidati non sanno rispondere, bollandole come facilissime. Grazie al cazzo, comodo dirle ora, senza tensione.
Un paio di bocciati, a quanto pare dovuti a scena muta totale. Tocca a me.
Partiamo dalla tesina (sul rapporto tra blog, informazione e politica), il relatore espone e io commento. Non mi sono mossi appunti nè positivi nè negativi. Poi attaccano con le domande: tutto ruota attorno al Presidente della Repubblica, modalità d'elezione, competenze, responsabilità, motivazioni della controfirma ministeriale. Poi inizio ad andare in difficoltà quando mi chiedono, vedendo per la testata per la quale lavoro, chi sia un parlamentare di Forza Italia eletto all'estero. E via di domande sugli eletti all'estero. Poi mi chiedono il trasformismo e infine chiudono con l'eveline, e grazie ancora al collega Adriano Albano per averci spiegato cos'è durante il corso.
Esco, mi sento svuotato, sensazioni che si alternano. In certe parti bene, in altre così così. Mi fanno rientrare, mi comunicano che l'ho passato. A quel punto ho scollegato le orecchie, ho preso il foglio, ho ringraziato e me ne son scappato.
Se qualche esaminando capitasse a leggere queste pagine e volesse informazioni chiedesse pure. Consiglio di leggere dal blog "Il bello del web" tutti i post relativi all'esame.
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lunedì 28 gennaio 2008
Asfalto fresco
Era da un po' che non si vinceva in maniera così netta e questo non può che far piacere. Palla a due e siamo già 10-0, con Monroe unico a referto. Teramo corre ma i suoi tiratori non sono in giornata, Poeta si sbatte ma gli manca qualcosina, Tucker ben contenuto, Powell sufficiente. Primo tempo davvero sontuoso.
Nella ripresa soffriamo di più, Teramo trova qualcosina da Yango (il suo tiro dalla linea di fondo dai 4 metri è davvero buono) ma noi riusciamo ad avere un buon contributo da tutti: Blums un po' appannato nel terzo quarto ma solido nell'affondo finale, Malaventura trova canestri difficili con il cronometro agli sgoccioli, Thomas prende rimbalzi da poster e offre cioccolatini ai compagni, Bernard concreto in difesa. Di Jones non ne parlo nemmeno perchè fa impressione: è raro trovare americani capaci di giocare in questo modo per la squadra, di far sembrare semplici cose complicatissime. In più a rimbalzo è una furia.
Altri due punti in cascina, ora possiamo andare a Siena senza troppi patimenti e proviamo a giocarcela. Probabile ci scappi anche la trasfertina mangereccia...
Nella ripresa soffriamo di più, Teramo trova qualcosina da Yango (il suo tiro dalla linea di fondo dai 4 metri è davvero buono) ma noi riusciamo ad avere un buon contributo da tutti: Blums un po' appannato nel terzo quarto ma solido nell'affondo finale, Malaventura trova canestri difficili con il cronometro agli sgoccioli, Thomas prende rimbalzi da poster e offre cioccolatini ai compagni, Bernard concreto in difesa. Di Jones non ne parlo nemmeno perchè fa impressione: è raro trovare americani capaci di giocare in questo modo per la squadra, di far sembrare semplici cose complicatissime. In più a rimbalzo è una furia.
Altri due punti in cascina, ora possiamo andare a Siena senza troppi patimenti e proviamo a giocarcela. Probabile ci scappi anche la trasfertina mangereccia...
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lunedì 21 gennaio 2008
Altri due in saccoccia
Se il momento più bello della giornata cestistica arriva da Cantù, dove la curva omaggia il Poz, suo rivale storico, a Napoli si vede la migliore partita della stagione. Repesa probabilmente sbaglia tattica, e decide di buttare Fucka e Lorbek sottocanestro a fare a sportellate con Rocca piuttosto che usare la loro atipicità per farli segnare da fuori. Il risultato è che ogni volta che lo sloveno va in post si trova Mason che lo spintona e lo costringe a tiri complicatissimi. Palazzetto pieno, Napoli conduce per buona parte della partita, nonostante alcune amnesie difensive su De La Fuente. Jones un po' in disparte, Monroe discontinuo. Chi esplode nella ripresa è Malaventura, che aveva iniziato maluccio ma poi inizia a segnare con continuità. Blums bene anche se necessità di un cambio, e infatti Roma a pochissimo dalla fine è avanti di 7. Nel finale grandissimo Thomas che trova canestri importanti, compreso un antisportivo, e rimbalzi "di voglia". L'overtime ci premia, altro ossigeno.
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basket
lunedì 7 gennaio 2008
Lo sport più bello del mondo
Palazzetto che esplode, mi trovo ad abbracciare gente sconosciuta, non si capisce più un cazzo.
La partita... Milano l'ha buttata, anche se per lunghi tratti avevamo dato l'impressione di poterla vincere (anche +8 verso la fine del terzo quarto). Caja ha messo il quintetto piccolo che ci stava ammazzando, noi non ne buttavamo più dentro una. Due punti d'oro.
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domenica 30 dicembre 2007
Sabato con concertino
Uno dei dischi del 2007 che più mi ha colpito è quello degli italiani "Il teatro degli orrori", davvero un bel lavoro. Ho atteso a lungo la loro data napoletana, prevista per metà novembre, e quindi potete immaginare la mia delusione quando l'hanno cancellata. Ieri sera suonavano a Salerno, e così ho chiamato a raccolta un paio di amici e siamo partiti.
Inizio concerto previsto per le 22, ma siamo consci che la cosa andrà per le lunghe visto che ci sono anche altri gruppi in cartellone. Trovato a fatica un parcheggio, ci avviamo verso il locale, ci informiamo sulla situazione e inganniamo l'attesa con un kebab.
Entriamo per le 22.30, e da quel momento perdo la cognizione del tempo. So che ne passiamo parecchio su un divanetto (di plastica, ma a sorpresa comodo) mentre si succedono vari soundcheck. Aprono i Flappers, fanno tre pezzi ma noi il culo non lo muoviamo ancora.
Quando tocca a I Pennelli di Vermeer ci avviciniamo un po'. Una sorta di prog dei poveri, suonano una cover di De Andrè. Niente di che ma chiudono con un bel pezzo con un giro di basso molto trascinante.
Lo show de Il teatro degli orrori inizia con rumori demoniaci. Capovilla si avvicina al microfono lentamente, lo afferra e dà il via a "Vita mia". Purtroppo le prime 3/4 canzoni le sentiremo malissimo a causa della pessima scelta della posizione. Dove siamo sistemati, infatti, la chitarra non si sente. Inoltre la voce di Capovilla è pesantemente distorta, ma si capisce presto che è un trucco per mascherare numerose imperfezioni, visto che si trova in condizioni pietose. Va fuori tempo, urta il bassista, barcolla vistosamente e nel furore delle canzoni finisce più di una volta addosso al pubblico, che un po' se lo tira già, un po' lo rimanda sul palco. Più volte cerca di catechizzare il pubblico a non farsi male, e mi chiedo quanto di vero e quanto di ipocrita ci sia nelle sue parole.
Su Carroarmato Rock ci spostiamo in zona mixer e finalmente si sente la chitarra. Da lì il concerto si rivela comunque gradevole perchè il muro di suono è notevole. Alla fine, sulla bella "Maria Maddalena", scompare anche la distorsione dal microfono e le cose vanno meglio. Ma ciò non toglie che le buone impressioni del disco siano state mitigate dal concerto di ieri.
Usciamo dal locale, guardo l'orologio e si son fatte le 3.10. Alle 4.30 mi butto sul letto.
Inizio concerto previsto per le 22, ma siamo consci che la cosa andrà per le lunghe visto che ci sono anche altri gruppi in cartellone. Trovato a fatica un parcheggio, ci avviamo verso il locale, ci informiamo sulla situazione e inganniamo l'attesa con un kebab.
Entriamo per le 22.30, e da quel momento perdo la cognizione del tempo. So che ne passiamo parecchio su un divanetto (di plastica, ma a sorpresa comodo) mentre si succedono vari soundcheck. Aprono i Flappers, fanno tre pezzi ma noi il culo non lo muoviamo ancora.
Quando tocca a I Pennelli di Vermeer ci avviciniamo un po'. Una sorta di prog dei poveri, suonano una cover di De Andrè. Niente di che ma chiudono con un bel pezzo con un giro di basso molto trascinante.
Lo show de Il teatro degli orrori inizia con rumori demoniaci. Capovilla si avvicina al microfono lentamente, lo afferra e dà il via a "Vita mia". Purtroppo le prime 3/4 canzoni le sentiremo malissimo a causa della pessima scelta della posizione. Dove siamo sistemati, infatti, la chitarra non si sente. Inoltre la voce di Capovilla è pesantemente distorta, ma si capisce presto che è un trucco per mascherare numerose imperfezioni, visto che si trova in condizioni pietose. Va fuori tempo, urta il bassista, barcolla vistosamente e nel furore delle canzoni finisce più di una volta addosso al pubblico, che un po' se lo tira già, un po' lo rimanda sul palco. Più volte cerca di catechizzare il pubblico a non farsi male, e mi chiedo quanto di vero e quanto di ipocrita ci sia nelle sue parole.
Su Carroarmato Rock ci spostiamo in zona mixer e finalmente si sente la chitarra. Da lì il concerto si rivela comunque gradevole perchè il muro di suono è notevole. Alla fine, sulla bella "Maria Maddalena", scompare anche la distorsione dal microfono e le cose vanno meglio. Ma ciò non toglie che le buone impressioni del disco siano state mitigate dal concerto di ieri.
Usciamo dal locale, guardo l'orologio e si son fatte le 3.10. Alle 4.30 mi butto sul letto.
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concerti
venerdì 28 dicembre 2007
Per chiudere bene...
Arrivano i due famelici ex, Jerome Allen e Mike Penberthy, e sono ovviamente i più temuti. L'anno scorso l'accoglienza a MP3 sorpassò abbondantemente la decenza, con gente che lo applaudiva mentre ci faceva il mazzo, e lui ricambiava mandando bacetti al pubblico. Questa volta le cose vanno diversamente, e ogni suo errore viene accolto con soddisfazione. Lo si ami o lo si odi, resta un giocatore temuto per il suo tiro.
Quando entriamo il palazzetto è praticamente deserto. Mi piace arrivare presto, quando ne ho la possibilità, scambiare due chiacchiere e vivermi il prepartita. Così come mi piace andarmene quando il palazzetto ormai sta per chiudere, incontrare gli amici che vanno in tribuna e farmi qualche risata.
In mezzo ovviamente c'è la partita: sabato scorso si è vinto contro la Fortitudo (e io non c'ero...), e la classifica vuole i due punti. Partita bruttina, Schultze ci fa malissimo da fuori, Sales da sotto. Noi tiriamo male ma conteniamo i due ex e ci teniamo aggrappati alla partita. Al riposo andiamo avanti ma con un paio di scelte sensate (come serve un play a questa squadra...) potevamo stare anche sui 7/8 punti di vantaggio.
Alla fine decideranno un paio di canestri di Rocca, un Jones caldissimo dall'arco e in grado di prendere rimbalzi siderali, e una tripla assolutamente insensata di Blums.
Quando entriamo il palazzetto è praticamente deserto. Mi piace arrivare presto, quando ne ho la possibilità, scambiare due chiacchiere e vivermi il prepartita. Così come mi piace andarmene quando il palazzetto ormai sta per chiudere, incontrare gli amici che vanno in tribuna e farmi qualche risata.
In mezzo ovviamente c'è la partita: sabato scorso si è vinto contro la Fortitudo (e io non c'ero...), e la classifica vuole i due punti. Partita bruttina, Schultze ci fa malissimo da fuori, Sales da sotto. Noi tiriamo male ma conteniamo i due ex e ci teniamo aggrappati alla partita. Al riposo andiamo avanti ma con un paio di scelte sensate (come serve un play a questa squadra...) potevamo stare anche sui 7/8 punti di vantaggio.
Alla fine decideranno un paio di canestri di Rocca, un Jones caldissimo dall'arco e in grado di prendere rimbalzi siderali, e una tripla assolutamente insensata di Blums.
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basket
lunedì 17 dicembre 2007
Momenti di gloria
Art Garfunkel è stato creato appositamente per cantare il finale di Bridge Over Troubled Water.
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musica
domenica 9 dicembre 2007
Piero Bucchi, parte seconda
Ci eravamo lasciati due mesi fa con un record di 0-4. Da allora la situazione non è cambiata moltissimo: 3 vittorie e 6 sconfitte, si langue nei bassifondi. Il problema è che sono arrivate sconfitte evitabili, come nel caso di Montegranaro (primo tempo dominato), Treviso e Avellino. Ecco, ieri si è perso ad Avellino. Bella squadretta, ma giochiamo una gran gara, teniamo botta per buona parte della partita con un Monroe commovente e un Rocca imperiale. Tocchiamo anche +11. Poi a quattro minuti dalla fine crolliamo, e quelli prendono il largo. Che è successo? E' successo che nel primo tempo Bucchi ha tolto contemporaneamente dal campo Rocca e Jones, esponendoci a difficoltà sottocanestro. E' successo che Monroe, che manco doveva giocare, ha visto il primo riposo al 16'. La ripresa è il capolavoro: terzo quarto senza neanche un cambio, poi entra Malaventura e da lì avremo un minuto di riposo per Monroe (38' in campo alla fine), un po' a Thomas e un po' a Jones. Fine. Rivera non esce dal campo, Rocca per la seconda partita consecutiva gioca il secondo tempo per intero e ovviamente finisce lingua a terra. Avellino, che non aveva ruotato chissà quanto i suoi uomini, ma quei pochi cambi almeno li aveva fatti con criterio, mette la quinta e saluta tutti. Noi rimaniamo nella merda e se perdiamo a Scafati sono cazzi amari, perchè davanti difficilmente qualcuno crollerà.
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basket
martedì 4 dicembre 2007
Calderoli il tenerone
"Non mi piaccio, ma qualcuno il lavoro sporco lo deve fare. Per esempio non sono xenofobo, ma dico cose xenofobe". Roberto Calderoli si confessa e, intervistato da "Grazia" nel numero in edicola domani, rivela aspetti sconosciuti della sua personalità, spiegando come nascono alcune delle sue dichiarazioni più forti. "Se mi sono mai pentito di aver detto o fatto qualcosa? Sì - risponde il dirigente del Carroccio - quando indossai la maglietta anti-Islam. Quella è stata la notte più brutta della mia vita. Ho pregato disperatamente, chiedendo di poter rimediare, limitare i danni. Quella notte ho capito che la mia buona fede non può assolvermi". "Il vero Calderoli - prosegue - è quello buono. La politica é teatro. Quando si alza il sipario io faccio la mia parte. Nessuno chiederebbe mai a un attore se lui è il personaggio che interpreta, vero? Con i miei avversari politici capita che fumiamo insieme in un'area abusiva dietro l'aula del Senato. E' come essere in un camerino dopo lo spettacolo. Lì si dice la verità, si guardano le cose per come sono, ci si ascolta. Si trovano intese e soluzioni". L'ex ministro leghista spiega così perché spesso ha scelto di recitare la parte del provocatore: "Una necessità. Anzi: una colpa. Vostra, dei giornalisti. Nessuno scrive e riporta frasi che non siano slogan. Se vuoi farti sentire devi spararle grosse. Le provocazioni sono le uniche che si riescono a sentire". Anche se ora, per accontentare la compagna Gianna Gancia, sta cercando di cambiare la propria immagine pubblica: "Ci provo. Ma se mi accorgo che la Lega non ha visibilità - avverte - allora ricomincio. Devo farlo. Non mi piaccio, ma qualcuno il lavoro sporco lo deve fare. Per esempio non sono xenofobo, ma dico cose xenofobe". Infine, una confessione intima: "Sembrerà stupido ma ho paura di morire prima di aver pagato tutto il mutuo. E poi ho paura della fine: del salto nel buio".
Posto che bisogna vedere se l'intervista in sè non sia una provocazione per far notizia (a sto punto Calderoli il dubbio te lo instilla), la riflessione non mi sembra sbagliata. La si spara grossa per fare notizia, per uscire sui giornali. Si esasperano situazioni tutto sommato normali.
A questo punto però mi chiedo cosa pensino poi gli elettori. L'atteggiamento di Calderoli e di chi si comporta come lui è da irresponsabili, è l'atteggiamento di chi non pensa alle conseguenze, a quello che potrebbe fare chi li ascolta.
Detto questo, la mente è andata subito all'imitazione di De Luigi.
Posto che bisogna vedere se l'intervista in sè non sia una provocazione per far notizia (a sto punto Calderoli il dubbio te lo instilla), la riflessione non mi sembra sbagliata. La si spara grossa per fare notizia, per uscire sui giornali. Si esasperano situazioni tutto sommato normali.
A questo punto però mi chiedo cosa pensino poi gli elettori. L'atteggiamento di Calderoli e di chi si comporta come lui è da irresponsabili, è l'atteggiamento di chi non pensa alle conseguenze, a quello che potrebbe fare chi li ascolta.
Detto questo, la mente è andata subito all'imitazione di De Luigi.
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