allora, ricapitoliamo:
- il mio miglior amico (che mi legge con passione) è andato a lavorare a sassari. per fortuna torna abbastanza spesso
- la persona con cui avevo condiviso di più i miei 5 anni di liceo si è spostato nell'ordine da roma a londra a new york
- altri due carissimi amici hanno vinto l'erasmus
resto solo io qua?
mercoledì 26 aprile 2006
martedì 25 aprile 2006
18
è incredibile come passa il tempo. uno se li trova cresciuti all'improvviso, e manco se ne accorge. e non vuole, non riesce a credere che quello che è sempre stato per te prima un bambino e poi un ragazzino ora sia diventato un adulto. non pensavo fosse possibile ma è così, ed è bello. tanti auguri ricky.
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sabato 22 aprile 2006
domenica 19 febbraio 2006
M' vene' 'a chiagnere
visto che di spazio ce n'è poco e che non si può parlare in poche righe di sei anni di era maione, focalizziamoci su qualche aspetto di questi giorni, a neanche due ore dalla vittoria della coppa italia.
la carpisa napoli vista in questi giorni a forlì si può riassumere in due elementi:
1) valerio spinelli, un metro e ottanta solo se messo su un apposito sostegno, acciughino, scugnizzo puteolano. il re del secondo quarto, colui che stravolge le partite, che costringe le difese a cambiare modo di giocare. chiedete a djordjevic e alla sua milano. chiedete a blatt e ai trevigiani. chiedete a pesic (oh ma abbiamo affrontato solo squadre con tecnici stranieri?), a bodiroga, ai romani.
2) il volto di mason rocca, tumefatto dopo lo schiaffone ricevuto da un poco attento (diciamo così) tyrone grant nella gara di venerdì. abrasione della cornea, ma chissenefrega, torno in campo e do' il mio contributo. ecco, mason è (ancora una volta) l'esempio del grande cuore di questa squadra, che pure con le rotazioni al minimo è riuscita in tre giorni tre a battere milano, treviso, roma. e poco importa se durante la finale arriva un'altra botta all'occhio e questo inizia a sgorgare lacrime di sangue, si torna in campo a prendere rimbalzi.
e allora festeggiamo questa prima vittoria dell'era maione, festeggiamo il coraggio di rinunciare a splendidi solisti in nome di giocatori di qualità che sanno cos'è una squadra (grazie betti), festeggiamo piero bucchi che li amalgama ogni giorno, festeggiamo il piccolo play di philadelphia che se lo marcano in tre non si incaponisce e lascia giocare gli altri, festeggiamo un islandese silenzioso che domina il plus/minus, festeggiamo un francese incostante che quando si accende lo fa sul serio, festeggiamo uno splilungone dinoccolato con un tatuaggio marchiato a fuoco sul braccio, uno stile di tiro rivedibile, cadendo all'indietro, un grande talento che si è saputo adattare diventando utile anche in difesa e a rimbalzo (21 nelle ultime due), per poi andare a segnare quando conta, festeggiamo un'eterna promessa che ci fa smadonnare di continuo (ma perchè gli vogliamo bene) per i suoi falli ingenui, ma che con i liberi con la fortitudo e il canestro nella finale ci ha meritatamente zittito. festeggiamo il play puteolano, festeggiamo mason da princeton, tempio del cervello applicato ai canestri, festeggiamo un cecchino irlandese che ha castigato milano e treviso e poi si è messo a difendere. festeggiamo il capitano, tanto dannoso in difesa quanto fondamentale nel tenere compatta la squadra e nel mettere due triple (milano e roma) decisive.
il sogno si è avverato, festeggiamo e poi andiamo a letto, pronti a sognare ancora
la carpisa napoli vista in questi giorni a forlì si può riassumere in due elementi:
1) valerio spinelli, un metro e ottanta solo se messo su un apposito sostegno, acciughino, scugnizzo puteolano. il re del secondo quarto, colui che stravolge le partite, che costringe le difese a cambiare modo di giocare. chiedete a djordjevic e alla sua milano. chiedete a blatt e ai trevigiani. chiedete a pesic (oh ma abbiamo affrontato solo squadre con tecnici stranieri?), a bodiroga, ai romani.
2) il volto di mason rocca, tumefatto dopo lo schiaffone ricevuto da un poco attento (diciamo così) tyrone grant nella gara di venerdì. abrasione della cornea, ma chissenefrega, torno in campo e do' il mio contributo. ecco, mason è (ancora una volta) l'esempio del grande cuore di questa squadra, che pure con le rotazioni al minimo è riuscita in tre giorni tre a battere milano, treviso, roma. e poco importa se durante la finale arriva un'altra botta all'occhio e questo inizia a sgorgare lacrime di sangue, si torna in campo a prendere rimbalzi.
e allora festeggiamo questa prima vittoria dell'era maione, festeggiamo il coraggio di rinunciare a splendidi solisti in nome di giocatori di qualità che sanno cos'è una squadra (grazie betti), festeggiamo piero bucchi che li amalgama ogni giorno, festeggiamo il piccolo play di philadelphia che se lo marcano in tre non si incaponisce e lascia giocare gli altri, festeggiamo un islandese silenzioso che domina il plus/minus, festeggiamo un francese incostante che quando si accende lo fa sul serio, festeggiamo uno splilungone dinoccolato con un tatuaggio marchiato a fuoco sul braccio, uno stile di tiro rivedibile, cadendo all'indietro, un grande talento che si è saputo adattare diventando utile anche in difesa e a rimbalzo (21 nelle ultime due), per poi andare a segnare quando conta, festeggiamo un'eterna promessa che ci fa smadonnare di continuo (ma perchè gli vogliamo bene) per i suoi falli ingenui, ma che con i liberi con la fortitudo e il canestro nella finale ci ha meritatamente zittito. festeggiamo il play puteolano, festeggiamo mason da princeton, tempio del cervello applicato ai canestri, festeggiamo un cecchino irlandese che ha castigato milano e treviso e poi si è messo a difendere. festeggiamo il capitano, tanto dannoso in difesa quanto fondamentale nel tenere compatta la squadra e nel mettere due triple (milano e roma) decisive.
il sogno si è avverato, festeggiamo e poi andiamo a letto, pronti a sognare ancora
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lunedì 30 gennaio 2006
Start Again
settimana finita col botto e iniziata in maniera simile. il servizio mi sembra sia venuto piuttosto bene: vivace, originale, delle belle immagini fatte dall'operatore, mi sono solo incartato su una domanda al coach. Le trasmissioni sono partite alla grande con una rissa semisfiorata. Ottimo segno, la gente da casa si sarà divertita.
Inoltre è arrivata la macchinina! Sono già innamorato, è piccola e anche abbastanza agile e si infila dappertutto. Appena posso darò il mio contributo fotografico. Comunque si tratta di una Fiat Seicento del 1999, neanche ventimila chilometri, con qualche graffietto qua e là ma in ottime condizioni. Peccato per gli interni violacei.
Inoltre è arrivata la macchinina! Sono già innamorato, è piccola e anche abbastanza agile e si infila dappertutto. Appena posso darò il mio contributo fotografico. Comunque si tratta di una Fiat Seicento del 1999, neanche ventimila chilometri, con qualche graffietto qua e là ma in ottime condizioni. Peccato per gli interni violacei.
domenica 22 gennaio 2006
Record
mai successo prima d'ora che una squadra napoletana di basket chiudesse il girone di andata in testa alla classifica (anche se in coabitazione con altre squadre). mai erano state vinte tredici gare su diciassette. evidentemente questa squadra ci sta abituando bene: vittoria a bologna (sponda virtus), siena e treviso agganciate in vetta e per la classifica avulsa secondo posto nel tabellone delle final eight di coppa italia, contro milano, non proprio un'avversaria abbordabile. ora come ora non ho visto tante squadre superiori alla carpisa napoli. probabilmente solo la fortitudo, che può schierare due quintetti di altissimo livello e che comunque abbiamo battuto, e la benetton, con la quale abbiamo perso solo all'ultimo minuto. probabile che è un momento in cui ci va tutto alla grande, probabile che serva un innesto (sesay non può giocare 40 minuti a partita), ma stiamo rendendo benissimo e viviamo questo sogno. greer 36 punti e 44 di valutazione. che cacchio di giocatore.
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basket
lunedì 2 gennaio 2006
Mestizia
tutti i miei parenti sono nel mio bosco preferito e io rosico. stamattina mi sono svegliato e in casa non c'era nessuno. di solito è piacevole, ma pensare che il due gennaio mi devo svegliare alle 7.45 per andare a lavorare mentre potrei stare in mezzo a dormire fino a mezzogiorno mentre fuori nevica mi rode un bel po'. quel posto mi strega, non ci posso fare niente. vabbè, countdown quasi finito per fortuna, anche se inizio a vacillare sempre di più per la mancanza di sonno.
domenica 1 gennaio 2006
Tre anni fa
lo so, non è il modo più allegro per cominciare l'anno, ma mi manca da matti. grazie.
Fu proprio là nella corsia di un ospedale
che aprii gli occhi e vidi un letto accanto al mio,
il primo giorno si ha una sensazione spiacevole e volgare
e i piccoli disagi non fanno bene al cuore.
Ma la notte, la notte
aumenta lo spessore del dolore con le sue presenze,
la notte, il cuore è gonfio la notte
e i lamenti dei malati riempiono le stanze.
Ma stranamente il giorno dopo prima che arrivino i parenti
si fa un poco di ironia persino sui lamenti
e il letto accanto al mio con dentro un uomo grosso e un po’ volgare
diventa una presenza singolare.
"Gildo, come faccio, mi vergogno, dovrei andare..."
Gildo, il grosso Gildo mi insegna da sdraiato come devo fare
e intanto a pochi metri di distanza si fatica a respirare.
Sono le innocenti stonature di un salotto,
sono i piccoli fastidi, i gesti un po’ meschini
che fanno l’uomo veramente brutto.
Ma in ospedale dove la perdita è totale,
dove lo schifo che devi superare
è quello di aiutare un uomo a vomitare.
Dove non c’è più nessuna inibizione
dal vomito al sudore, alla defecazione
e allora salti il piano se lo sai saltare
e entri in un altro reparto dell’amore.
"Gildo io vorrei che all’insaputa delle suore..."
Gildo, il grosso Gildo mi passa di nascosto qualche cosa da mangiare
e intanto a pochi metri di distanza un uomo muore.
Si parla poco e piano per diverse ore
e a notte alta quell’ospite agghiacciante vien portato via,
riprende indisturbato e noncurante il ritmo della corsia.
I piccoli disagi, l’ho già detto non fanno bene al cuore
ma il senso della morte
è sempre stato troppo forte.
Gildo, non l'ho mai saputo immaginare,
chissà perché improvvisamente diventa elementare,
potrà sembrare irriverente ma qualche ora dopo
ridevamo tutti per niente.
Ma a scanso di fraintesi
non è il cinismo mestierante e fastidioso dei dottori
ma il senso della vita che ti spinge fuori.
"Gildo, mi dispiace, son guarito, devo andare..."
e Gildo che naturalmente mai più nella mia vita ci avrò il gusto di incontrare
nasconde, questa volta con vergogna, il suo dolore.
Il cielo azzurro e teso
e le mie gambe strane, senza peso
attraversavo il giardino tremante
come in un sogno riposante.
Gli occhi delle nuove madri luccicavano
e i grossi seni sotto le vestaglie biancheggiavano,
solitario avvertivo quel candore, quell’aria di purezza
e il cielo era azzurrino e c’era un po’ di brezza
e stranamente un senso d’amore che non so dire...
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musica
giovedì 29 dicembre 2005
Strange Days
post inserito giusto per far vedere che sono vivo. sono giornate molto frenetiche e il blog ne sta risentendo, così come la mia psiche, sempre più gravata dalle ore mancate di sonno che si vanno accumulando ogni giorno. spero di poter dedicarci un po' più di tempo con la fine del periodo natalizio.
angolo della comicità odierno, anche se la dichiarazione è un po' vecchiotta: "non sapevo che mio fratello producesse i decoder" (silvio berlusconi nella solita conferenza-fiume di natale, ovviamente tutta in diretta sulla rai con conseguente slittamento del tg1, a proposito del procedimento dell'antitrust per conflitto di interessi sul digitale terrestre)
angolo della comicità odierno, anche se la dichiarazione è un po' vecchiotta: "non sapevo che mio fratello producesse i decoder" (silvio berlusconi nella solita conferenza-fiume di natale, ovviamente tutta in diretta sulla rai con conseguente slittamento del tg1, a proposito del procedimento dell'antitrust per conflitto di interessi sul digitale terrestre)
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