lunedì 3 luglio 2006
Germania/15 - Qualche cambiamento
ci siamo spostati di albergo, quello vecchio era troppo lontano e ci mettevamo due ore ad arrivare (vabbè, ci mettevamo il nostro...). il nuovo è nel palazzo del canottaggio, le stanze sono più piccole e il bagno è nettamente inferiore. ce lo aspettavamo, ma in compenso è a soli 10 minuti di cammino dallo stadio dove lavoriamo. inoltre, proprio di fronte c'è una specie di complesso sportivo totalmente gratis, con tanto di piscina. spero di poterci andare presto, anche perchè qua la temperatura continua a salire. avrei preferito scoprire prima questo posto perchè un po' di attività fisica non mi sarebbe dispiaciuta, anche se sono sicuro che alla fine non l'avrei fatta.
sabato 1 luglio 2006
Germania/14 - Napoletano? Ahiahiahiahi
sinceramente non mi aspettavo che il fenomeno raggiungesse queste proporzioni, ma devo dire che è preoccupante. in ufficio siamo io e dario, prima c'era anche stefano. insomma, tre napoletani in una giostra di romani e milanesi e italiani trapiantati in germania. ora, una volta ci puoi ridere sopra, due fai finta di niente, alla terza inizi a farti delle domande, alla quarta ti dai le risposte e ti incazzi. non nego che la pessima fama dei miei concittadini sia immeritata, per carità. ma sinceramente stiamo assistendo a un disprezzo verso i napoletani che pensavo esistesse, ma non in questa maniera così forte. e magari sono gli stessi che parlano di italia, di patria. in certi casi si rasenta addirittura il ridicolo. il bello è che lo fanno in tua presenza, davanti a te. e così senti uno che, mentre discuti del fatto che a salvatore bagni hanno profanato la tomba del figlio, venuto a sapere che era in quel di napoli ti dice "tipico". incassandosi la mia risposta composta (stavo giocando a zuma, il mondo può anche crollare nel frattempo) "essì, da noi succede ogni sera. che fai stasera? vado a profanare una tomba. che palle, sempre la stessa cosa...". oppure che ci si accusa di aver fatto perdere all'italia la semifinale del '90 con l'argentina (se vabbè, e zenga che va a farfalle, e donadoni e serena che sbagliano il rigore...). e così via, di esempi ne potrei fare mille, di cose che ci sono state dette IN FACCIA in questi giorni da semigiornalisti, partner arroganti... sono molto critico nei confronti della mia città e dei miei concittadini, ma qua mi cadono le palle...
Germania/13 - Lu, lu, lu, Lucas Podolski
tornare ad amburgo a ammirare l'eleganza dei palazzi che si specchiano sull'elba fa sempre piacere. vedere poi alle undici di sera l'orizzonte ancora chiaro ti cattura, specie se vieni da una vittoria per 3-0 che ti porta in semifinale. è stato divertente vedere assieme ai tedeschi il quarto contro l'argentina e i rigori. passare il turno è importante perchè finalmente potrò vedere un'altra città, dortmund. siamo tra le prime quattro al mondo e ce la vedremo contro i padroni di casa.
giovedì 29 giugno 2006
The wizard of... Toronto
"and with the first pick, the toronto raptors select... andrea bargnani". vecchia volpe di un gherardini (ex gm della benetton, ora di toronto), sei riuscito nella storica impresa di far scegliere un europeo, anzi un ITALIANO, al primo posto nel draft nba. finora solo un non americano era stato scelto così in alto, il cinese yao ming. e ora tocca al mago, a andrea bargnani, ala della - guarda il caso - benetton treviso. no, niente raccomandazioni, perchè il ragazzo il talento ce l'ha. mano fatate, arresto e tiro da guardia, non da un ragazzo di 2.10m, senso della stoppata. un po' deboluccio fisicamente ma un'estate di training camp nba e vedi come si risolve il problema. in bocca al lupo mago, sperando che tu non venga stritolato dai media americani che si attendono sempre molto da una primissima scelta. sei ancora tanto giovane ma hai talento. loro di pazienza, pochina.
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basket
martedì 27 giugno 2006
venerdì 23 giugno 2006
Germania/11 - Amburgo
l'elba si infila nella città tagliandola in tanti canali. ci sono più ponti nel "porto del mondo" che a londra, amsterdam e venezia messi insieme. e il quadro è da mozzare il fiato, piccole stradine che esplodono nella rathausplatz, palazzi antichi e modernissimi grattacieli che si conciliano alla perfezione. lo stadio invece è leggermente a ovest della città, e nonostante sia stato ristrutturato da poco non è al livello degli altri. nel 2000, quando è stato ricostruito sulle ceneri del volksparkstadion, ha cambiato il nome in aol arena, ma per i mondiali ha preso - bleah - il nome di fifa world stadium. molti cechi, e si fanno sentire, molti italiani, ma come sempre meno presenti col tifo.
lippi parte con camoranesi al posto di toni, l'italia gioca a lungo malissimo (totti inesistente, gilardino innocuo) poi il destino si intromette nella sceneggiatura della partita: cannavaro sbaglia l'unico disimpegno di una partita perfetta e nesta nel rimediare si fa male. entra materazzi che segna l'1-0. nella ripresa inzaghi fisserà il 2-0 in contropiede. io nel frattempo mi preoccupo pensando a quanto sia grave il fatto che stia diventando un sostenitore di superpippo, poi passo ad elogiare un miracoloso buffon per la sua forza mentale: se non si è lasciato andare dopo aver avuto quell'infortunio ed essere stato sotto le cure della seredova (che ieri indossava delle mutande al posto dei pantaloni, tanto erano corti, madonna mia...) non si lascia andare più. due a zero, si evita il brasile, ora tocca all'australia di hiddink (sì, la corea...). purtroppo, però, si torna a kaiserslautern.
lippi parte con camoranesi al posto di toni, l'italia gioca a lungo malissimo (totti inesistente, gilardino innocuo) poi il destino si intromette nella sceneggiatura della partita: cannavaro sbaglia l'unico disimpegno di una partita perfetta e nesta nel rimediare si fa male. entra materazzi che segna l'1-0. nella ripresa inzaghi fisserà il 2-0 in contropiede. io nel frattempo mi preoccupo pensando a quanto sia grave il fatto che stia diventando un sostenitore di superpippo, poi passo ad elogiare un miracoloso buffon per la sua forza mentale: se non si è lasciato andare dopo aver avuto quell'infortunio ed essere stato sotto le cure della seredova (che ieri indossava delle mutande al posto dei pantaloni, tanto erano corti, madonna mia...) non si lascia andare più. due a zero, si evita il brasile, ora tocca all'australia di hiddink (sì, la corea...). purtroppo, però, si torna a kaiserslautern.
mercoledì 21 giugno 2006
Germania/10 - Vola uccellinen!
sono preoccupato per le sorti del mio popolo. uliveto e rocchetta hanno mandato qui quattro scatole enormi piene di uccellini di del piero. "premi il pancino e cinguetterà", incita la confezione. ora, non so chi ha avuto la geniale idea di aprire una di queste scatole. non l'avesse mai fatto: è iniziata ad arrivare gente che chiedeva uccellini da regalare. ma anche sponsor, come la provincia di lecce! "sa, ho due nipotini...", "sa, ho dei vicini, sanno che sono al mondiale...". io e livia (la capa) ci guardavamo allibiti e ridevamo, mentre il califfo minacciava di gettarli tutti. che bei momenti.
Germania/9 - La Germania, finalmente!
scrivo con un velo di tristezza visto che dallas ha perso stanotte il titolo nba contro miami (dirk, danke). ieri mi è venuta una sorta di italianofobia: tornato a casa per la doccia, al solo pensiero di tornare ancora una volta a casa azzurri a fare le solite cose che si fanno di sera, ho preso dario, gli ho detto "stasera resto qua, semmai ci vediamo dopo". sono uscito dall'albergo e ho iniziato a camminare. avevo visto, vicino alla fermata del bus, un segnale che indicava un ristorante. mai fidarsi delle indicazioni tedesche, l'ho imparato ormai da una settimana, ma ho preferito continuare a camminare. dopo un paio di chilometri, ecco finalmente un'altra insegna, che mi invita a infilarmi in una traversina e continuare per altri quattrocento metri. bestemmio in tutte le lingue da me conosciute (una), ma vedo che il paesaggio attorno a me sta cambiando, e mi ritrovo in una meravigliosa stradina di campagna che taglia in due un bosco. mi si stampa un sorriso ebete sulla faccia, allora anche duisburg qualcosa di positivo ce l'ha, e finalmente trovo il ristorante. ordino del maiale buonissimo, mi sparo un paio di birre nonostante facessero schifo (lo sapevate? duisburg ha una fabbrica di una birra, la konig-pilsener, che non fa cagare, di più. ovviamente noi siamo finiti nell'unica città tedesca dove la birra fa schifo) e torno in albergo. per le 22.30 arrivano dario e stefano, e lancio la proposta dusseldorf, a 15 km da duisburg. riusciamo ad arrivare in centro nonostante le celeberrime indicazioni tedesche e troviamo anche il lungofiume. bellissimo, ci sono tanti locali all'aperto e l'effetto è molto suggestivo. un boccalone di warsteiner di quelli belli pesanti da un litro, un paio di wurstel. finalmente mi sento in germania.
lunedì 19 giugno 2006
Germania/8 - Mobbing
io voglio pure capire il concerto di enrico ruggeri, ma cremonini, i pooh e paola & chiara proprio no... (la bionda è un discreto cesso, sembra morta). le mie orecchie sono in sciopero. il guaio è che non ci tocca sorbirci solo i concerti, ma anche le prove. e sti tizi iniziano a provare attorno alle 15, mentre uno sta lavorando e sta pensando a che cazzo scrivere ti senti ste due zoccole che stuprano time after time, gli venisse un attacco di emorroidi, scusate i francesismi.
domenica 18 giugno 2006
Germania/7 - The chicken sings no more
è il coro che cantavamo agli statunitensi seduto davanti a noi dopo l'1-0 degli italia sugli USA. è durato poco, visto che poi zaccardo si è inventato centravanti nella porta sbagliata. una partita brutta, giocata malissimo dall'italia. personalmente salvo solo pirlo, che ha dato via un paio di palle davvero fantastiche. kaiserslautern non è una brutta città: 100.000 abitanti (lo stadio è di 45.000 spettatori...), vicino a una foresta, con un centro piccolo invaso dai tanti yankee provenienti dalla vicina base nato. continuo a credere che la cosa migliore del mondiale non siano tanto le partite, quanto quello che c'è attorno, dai tifosi ai viaggi in macchina per spostarsi. ormai stiamo capendo anche come funzionano le autostrade tedesche, e vi assicuro che non è proprio cosa semplice.
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