sabato 30 gennaio 2010

Toh, una buona notizia

Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, sarà il candidato presidente del centrosinistra alle elezioni regionali della Campania. Lo rendono noto i segretari regionali del Pd, dei Verdi e dell'Api. Quella di De Luca è l'unica candidatura alle primarie del partito che quindi non ci saranno.

Incredibile, un candidato che mi piace. E che piace. Va a finire che per la prima volta in vita mia voterò Pd. Speriamo lo appoggi qualche altro partito più simpatico!

Ovviamente finirà a puttane come al solito. Prevedo boicottaggio sommerso dei bassoliniani e il 35% dei voti.

venerdì 29 gennaio 2010

Nel caso abbiate molto tempo a disposizione...

E' il 2277, 200 anni dopo l'esplosione della guerra nucleare che ha di fatto annientato la Terra. L'atmosfera è stata a lungo invivibile, e parte dei sopravvissuti ha trovato il proprio rifugio nei Vault, dei bunker sotterranei dove si nasce, si vive, si muore. Ed è proprio in uno di questi Vault che ha inizio la nostra storia, prima a 10 anni, poi a 19. Tutto sembra filare liscio, fin quando scopriamo che nostro padre ha violato la legge del Vault, scappando dalla struttura. A quel punto fuggiremo anche noi per andare alla sua ricerca, trovandoci in un mondo ormai desertico, nella Zona Contaminata di D.C., una Washington ricostruita perfettamente nel gioco. O meglio, distrutta perfettamente, perché di intatto è rimasto ben poco, tra Supermutanti in circolazione e la resistenza della Confraternita d'Acciaio all'Enclave, un'organizzazione che si è autoproclamata garante dell'ordine e della legge in America.

Il mondo di Fallout è enorme, non a caso c'è una wiki interamente dedicata. La libertà di gioco è praticamente ai massimi livelli, e i tuoi comportamenti influenzeranno le reazioni altrui nei tuoi confronti. Gli insediamenti umani esistenti ti porteranno a conoscere altri personaggi, che potranno unirsi a te nell'avventura, e a missioni che ti serviranno ad avvicinarti alla verità su tuo padre e a raccattare i soldi per armarti, curarti, sopravvivere. Ho avuto la possibilità di giocarlo a lungo, "grazie" alla broncopolmonite dello scorso anno. Si arriva alla fine della storia, ma non puoi dire di averlo finito. Ho ancora un sacco di missioni che non ho fatto, zone che non ho esplorato, tanto che probabilmente lo riprenderò.

martedì 26 gennaio 2010

Vogliamo soltanto il lasciapassare A38

Quanto è difficile fare impresa in Italia? E quanto è difficile farlo, essendo di sinistra? "Volevo solo vendere la pizza", di Luigi Furini, dà la risposta a queste domande. L'occhio su questo libro m'è caduto per caso, in libreria, in uno dei momenti in cui pensavo "E se cambiassi la mia vita e trovassi qualche modo per mettermi in proprio?". Il fatto che l'autore fosse un giornalista mi ha spinto nell'immedesimazione e, di conseguenza, nell'acquisto. E, guardacaso, la lettura di questo libro è caduta proprio in giornate in cui mi sono trovato a discutere con filo, ale e gli altri "bravi ragazzi" di doveri e diritti dell'impresa e dei dipendenti.
Furini voleva solo aprire una pizzeria, ma si è trovato a sbattere contro ostacoli più grandi di lui. La burocrazia, che prima ancora di aprire gli chiedeva di seguire corsi su corsi (a pagamento), dove imparare che in caso di infortunio bisogna chiamare il 118 e che è igienico lavarsi le mani prima di toccare gli alimenti, di numerare le trappole per topi, di non usare materiale infiammabile per spegnere il fuoco (!!!). E una volta aperta la pizzeria c'erano i controlli, pronti a multare anche il mancato scontrino da 1 euro per una pizza regalata a un bambino. I lavoratori e i loro certificati medici, con la pizzaiola a riposo per gravidanza che decide di mettersi in proprio e di aprire una pizzeria concorrente, l'egiziano che sparisce e chiede fantomatici stipendi non pagati, l'anziano che passa direttamente dalla malattia alla pensione millantando anche lui straordinari (notturni) non pagati. I sindacati, che accettano qualsiasi vertenza dei lavoratori ma arrivati al momento della contesa non hanno nulla in mano e ripiegano su tentativi di accordi per spillare qualche euro.

Ah, per chi non sapesse da dove proviene la citazione del titolo... vale la pena.

lunedì 25 gennaio 2010

Vince Nichi

Nichi Vendola batte alle primarie Francesco Boccia, fortemente voluto dal Pd, che in Puglia vuol dire D'Alema+Latorre.
Da qui derivano alcune considerazioni:
1) c'è ancora speranza in fondo al tunnel.
2) D'Alema uguale sconfitta.
3) il Pd continua a non avere la minima idea di cosa vogliano quelli che in teoria sarebbero i suoi elettori.

sabato 23 gennaio 2010

Up in the air

Volevo scrivere una recensione di Up in the air ("Tra le nuvole"), il film di Jason Reitman (figlio d'arte, e che arte!). Parlare di quanto fosse un film che riesce a parlare in maniera leggera di un tema tanto amaro, di fare satira sulla crisi economica, sui manager globetrotter, sulla globalizzazione, sull'abuso delle nuove tecnologie. Di quanto quel ruolo fosse scritto su misura per George Clooney. Di quanto vada visto ogni film dove c'è Sam Elliott con quel suo mustaccio rassicurante e la solita espressione di sempre, impossibile da non identificare con lo Straniero del Grande Lebowski. Di quanto fosse bella la colonna sonora. Di quanto fosse in forma Vera Farmiga, che mostra un culo incantevole in una scena del film.
Ma poi leggo un'intervista dove scopro che per quella scena la Farmiga ha usato una controfigura, e allora esprimo tutto il mio disdegno nei confronti di questi film che vogliono prendere per il culo chi fa girare l'economia, su George Clooney che fa sempre il golden boy senza fissa dimora, su ste musichette con ste chitarrelle acustiche che andavano bene ai figli dei fiori e su Sam Elliott e quel baffo del cazzo, che son 30 anni che fa la stessa parte.


Controfigure del cazzo.

Cannoli per tutti!

E stavolta, caro Totò, i cannoli ce li mangiamo noi!
L'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, ora senatore dell'Udc, è stato condannato, in appello, a 7 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dall'avere agevolato Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. In primo grado i giudici avevano escluso la sussistenza dell'aggravante mafiosa e avevano condannato il politico a 5 anni di reclusione. Il processo è stato celebrato davanti la terza sezione della corte d'appello di Palermo.
La Corte di appello, condannando il senatore Udc Salvatore Cuffaro a 7 anni di carcere per favoreggiamento e rivelazione di segreto istruttorio (2 anni di pena in più rispetto al primo grado), ha riconosciuto, come chiesto dal pg, la sussistenza dell'aggravante dell'avere agevolato l'associazione mafiosa Cosa nostra. L'aggravante era stata negata nel primo giudizio.

mercoledì 20 gennaio 2010

"Ma cosa ha per muoversi così, le emorroidi?"

Premessa: Mi piacciono i videogiochi, mi aiutano a evadere un po'. Non sono mai stato un maniaco, ma sin da bambino ho videogiocato. Ho smesso per qualche anno, perché non riuscivo a stare dietro alle richieste hardware sempre maggiori che servivano per godersi un gioco come si deve, ma da quando la mia ragazza mi ha regalato l'XBOX (lo scorso Natale) ho ripreso un po' a giocare. Anzi, nel mese abbondante in cui sono stato chiuso in casa causa broncopolmonite, è riscoppiato un amore. Infatti mi sa che ogni tanto metterò qualche post su qualcosa che ho giocato in 'sti mesi.
Seconda premessa: alla fine di questo post ci sarà uno spoiler colossale, evitabile per chi deve ancora giocare. Lo preannuncerò nel corso del testo, comunque. Inoltre, visto che devo contestualizzare il tutto, metterò un breve riepilogo per evitare calamenti di palpebra. Quindi, a chi frega poco della contestualizzazione, che tra parentesi è raccontata pure di merda, dico di saltare alla fine.

Antefatto.
Assassin's Creed 2 è, indovinate un po', il seguito di Assassin's Creed, gioco della Ubisoft (stessa casa di Prince of Persia, dal quale ha preso parecchio) che aveva suscitato reazioni contrastanti. Ho letto, non avendolo giocato, che a un'ambientazione affascinante c'era contrapposta una modalità di gioco ripetitiva fino all'ossessione.
Comunque, brevemente ma neanche tanto, la storia di questa saga parte nel 2012, quando tale Desmond viene rapito e rinchiuso nelle Industrie Abstergo, dove i ricercatori lavorano al progetto Animus, un macchinario in grado di visionare le memorie dell'antenato di chi lo usa. L'antenato di Desmond è tale Altair, un membro della setta degli Assassini vissuto durante la Terza Crociata. Gli Assassini hanno una setta rivale, i Templari, che vogliono creare un "mondo perfetto". Alla fine del primo gioco (nel quale ti trovi a impersonare Altair vivendo i suoi ricordi tramite l'Animus) si scopre che a st'imprenditori del cazzo servono i ricordi di Altair per sapere dove cercare artefatti come il Frutto dell'Eden, per creare anche loro, in mancanza di originalità, un mondo perfetto.

Enzio, sono tuo padre!

Il seguito inizia quindi con la fuga di Desmond dall'Abstergo, aiutato da Lucy, un'infiltrata degli Assassini nelle Industrie. I due vanno in un rifugio dove si mettono a lavoro con altri Assassini dotati a loro volta di un Animus. Questa volta Desmond viaggerà con i ricordi di un altro antenato, Ezio Auditore, un ragazzo vissuto nella Firenze rinascimentale, che vedrà impiccare in piazza il padre e i fratelli, accusati di congiura. Di qui il desiderio di vendetta, e di qui la scoperta, andando avanti col gioco, di tutta sta vicenda tra Templari e Assassini che dura in saecula saeculorum.

Breve riepilogo scevro di inutilità
Ora, sinceramente mi sono divertito, al di là di tutte le pippe mentali che servono agli americani per creare un continuum tra i vari giochi e per sfregiare la storia (Machiavelli capo degli Assassini, un giovane Leonardo Da Vinci che aiuta Ezio...). Forse perché è pensato per essere giocato esclusivamente in single player, quando la maggior parte delle software house ormai punta quasi tutto sul multiplayer. Le ambientazioni sono un gradito omaggio all'Italia, e camminare per le strade e sui tetti della Firenze e della Venezia del fine Quattrocento è affascinante (altre località: Monteriggioni e San Gimignano vicino Firenze, più Forlì). Scalare il Campanile di Giotto o farsi una passeggiata per San Marco... La ripetitività delle azioni si sente poco. Il neo principale sembra essere l'intelligenza artificiale degli avversari, che stanno lì in attesa del loro turno, manco stessero dal salumiere, mentre tu picchi un nemico per volta. Su questo, in vista di un sicuro terzo seguito, ci sarebbe da lavorarci su. Inoltre il gioco è abbastanza lungo e longevo, cosa rara di sti tempi.

Attenzione, SPOILER in arrivo

Eccolo...











Ma soprattutto, un gioco in cui prendi a cazzotti il Papa, interpretato per l'occasione da Aurelio De Laurentiis, va giocato. Costi quel che costi.

martedì 19 gennaio 2010

Per non dimenticare



Sapete com'è, mi sono rotto le palle di assistere alla beatificazione di Arsenio Lupin.

sabato 16 gennaio 2010

Zappatisti

Guardatelo. Vista quest'immagine, e magari ascoltando la sua musica, vi immaginereste mai che questo tizio che indossa mutande leopardate e calzini di indubbio gusto sia lo stesso uomo che negli anni della psichedelia rifugge ogni forma di droga, vuole tenere tutto sotto controllo a costo di perdere amici e colleghi, maniaco del lavoro, capace di far provare il proprio gruppo anche per quattro mesi di fila prima di andare in tour e alla perenne ricerca della perfezione? E invece è proprio lui.
Spesso la musica ti può dare un'idea sbagliata e superficiale della persona che c'è dietro. Puoi pensare a Zappa come uno straordinario talento, al quale piace farsi una canna di tanto in tanto. E invece lui odiava le droghe, appunto perché gli facevano perdere il controllo della situazione. Un controllo che lui voleva esercitare sempre, anche con i Mothers of Invention, che non erano un gruppo musicale. Erano il suo gruppo, che suonavano la sua musica.
Leggendo l'ottima biografia di Barry Miles (qui una piccola anteprima), che in vari punti smentisce anche quella che viene considerata come un'autobiografia ma che Zappa ha scritto con Occhiogrosso, viene fuori un ritratto completo di Zappa. Riduttivo chiamarlo musicista, era innanzitutto un compositore, il cui più ardente desiderio era vedere rappresentata la propria musica a livelli di perfezione. Per questo, molti dischi di Zappa non sono altro che collage e sovraincisioni maniacali di registrazioni fatte dal vivo. L'assolo di chitarra di Los Angeles era perfetto? Bene, mixiamolo con l'ottima prova vocale di New York. E via dicendo per tutte le tracce audio.
Così come uno, superficialmente, si aspetterebbe uno Zappa fricchettone, e invece il suo cinismo ("sono un reporter") lo portava a sparare a zero su tutto. Contro i pacifisti, contro gli omosessuali, contro Reagan e i repubblicani. Contro i comunisti, tanto che stava per essere nominato Ambasciatore della Cecoslovacchia. Contro l'Inghilterra. Praticava il sesso libero, ma era contro l'emancipazione femminile. Era un uomo, come dice la copertina "Absolutely free".
Forse era così, forse era libero di dire quel che voleva, di suonare la musica che voleva, di riempire i testi delle proprie canzoni di assurdità e volgarità assolutamente divertenti. Però, dal libro, sembra anche vedere un uomo schiavo di se stesso, del proprio lavoro, della sua eccezionale e prolifica vena creativa, della ricerca della perfezione (assolutamente legittima, per carità) e della voglia di tenere tutto sotto controllo. Lo stesso rapporto con i figli è emblematico: i ragazzi avevano il padre in casa (casa dalla quale sono passati tutti i grandi del rock) tutto il giorno ma non dovevano assolutamente disturbarlo, per nessuno motivo, perché lui era chiuso in studio. Tanto che alla fine, per avere un minimo rapporto, iniziarono a cantare con lui, a suonare la chitarra con lui.
Compositore geniale, musicista di talento, personaggio assolutamente interessante e pieno di sfaccettature.

Basta chiacchiere. Prima di tutto un Sandro Paternostro d'annata che intervista Frank. Questa l'ho messa più per Paternostro che per Zappa!


Frank a 22 anni che suona una bicicletta. E' quel tipo smilzo sulla sinistra.


E infine uno dei miei (e suoi) pezzi preferiti, Peaches En Regalia.

giovedì 14 gennaio 2010

Aurea mediocritas

Vi è mai capitato che vi mancasse un centesimo per fare un euro? A volte capita di sentirmi come se me ne mancassero cinquanta.