giovedì 6 novembre 2008
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In principio fu Zapatero. Tutti a guardare a lui come modello, ad ammirarlo, a prenderlo come esempio. Ora tocca a Obama: la grande speranza, il cambiamento, Veltroni che fa un po' sua la vittoria... Mi chiedo quando la sinistra italiana riuscirà a uscire da questa tendenza di voler per forza emulare qualcuno. E' mai possibile che, guardando tra i milioni di iscritti, non ci possa essere anche in Italia uno Zapatero o un Obama? Se la risposta fosse negativa, allora sarebbe inutile continuare a parlare e a fare politica. Chiudiamo bottega e arrivederci.
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politics
sabato 1 novembre 2008
Parole scomparse
L'italiano è una lingua in continua evoluzione, e come tale spesso alcune parole o espressioni spariscono dall'uso comune per motivi a noi poco chiari.
I primi esempi che mi vengono in mente: "conflitto di interessi" e "salari". Se qualcuno avesse qualche notizia in merito ce lo facesse sapere.
I primi esempi che mi vengono in mente: "conflitto di interessi" e "salari". Se qualcuno avesse qualche notizia in merito ce lo facesse sapere.
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società
lunedì 20 ottobre 2008
Provocazione (ma anche no)
E se, per la prima volta, dessero l'Oscar per il miglior attore a un non umano?
La Pixar ha sfornato l'ennesimo capolavoro, ma stavolta siamo andati decisamente oltre. Ogni scena trasuda particolari da scoprire e riscoprire. Citazioni kubrickiane, storia bella e intensa. Ma quello che hanno fatto per Wall-E è qualcosa di eccezionale. Un'espressività incredibile, basata solo sugli occhi e sulle mani, per un robottino che a stento riesce a dire due parole.
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cinema
domenica 19 ottobre 2008
Colpo di genio
Veltroni rompe con Di Pietro, allo scopo di fare un'opposizione migliore. Successivamente, si dà una martellata nei coglioni, allo scopo di rinvigorire la sua vita sessuale.
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politics
mercoledì 15 ottobre 2008
Allo sbando
Dunque, ricapitolando. La maggioranza degli italiani (il 62% secondo gli ultimi dati) ha fiducia nel governo Berlusconi, per motivi che io francamente fatico a comprendere. Così come i dati pro-Carfagna (sarà gnocca, ma che ha fatto finora per meritarsi la fiducia, oltre a una sottospecie di decreto sulla prostituzione?) o pro-Gelmini, che sta dando il colpo fatale alla scuola italiana. In tutto questo si moltiplicano episodi di razzismo, Report ha sventato il passaggio di una norma che salvava Tanzi, Geronzi e Cragnotti pescando il governo con le mani nella marmellata, stanno approvando una leggina che abolisce il limite d'età pensionabile e consente al giudice "ammazzasentenze" Carnevale di diventare presidente di Cassazione. Quello che diede del "cretino" a Falcone e annullò sentenze sulla Banda della Magliana, sulla mafia, sulla strage del Rapido 904. In tutto questo Uolter cosa fa? Si apre la televisioncina di partito, Youdem Tv, e pontifica da dietro lo schermo. "In un paese in cui il presidente del Consiglio va al Bagaglino per tranquillizzare i cittadini riguardo la crisi economica", avranno pensato nel Loft, "perché non inseguirlo, invece di dargli addosso?".
Sempre peggio.
Sempre peggio.
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politics
giovedì 9 ottobre 2008
E allora Mambro!
Ex terrorista dei Nar, il suo nome compare anche tra gli accusati della strage di Bologna, ottiene la semilibertà nel 1998, poi nel 2002 ottiene la libertà domiciliare, e adesso le viene concessa la libertà condizionale. Se non commetterà altri errori Francesca Mambro avrà terminato di pagare la sua pena il 16 settembre 2013.
La parola "sensibile" è vaga come stelle dell'Orsa.
Francesca Mambro, protagonista dell'eversione nera degli anni '70, si è presa qualche ergastolo per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati,
ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna. Francesca Mambro era allora come oggi la donna di Giusva Fioravanti, un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico. Delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi, spesso a danno di gente che nulla aveva a che fare con le sue cause, e a volte dettati dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista.
Un ragazzo la cui gioventù venne violentata da troppa televisione. Giusva era uno pronto per la Uno Bianca prima della Uno Bianca.
Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perchè lo scelse come compagno di vita. A questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista, lapidaria, nel senso di lapide: "Giusva era il ragazzo più sensibile che avessi mai incontrato".
Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato non ci è dato sapere.
Di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata, e la parola "sensibile" resta dubbia e ambivalente come il coinvolgimento dei NAR per i fatti del 2 agosto 1980.
Francesca Mambro è citata nei ringraziamenti di un disco intitolato: "Abbiamo pazientato 40 anni, ora basta!"
Sensibili anche loro.
Per evitare di confondere la sensibilità con l'eversione fascista e stragista, stabiliremo dei limiti. Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili. E tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro da cui ci dissociamo anche per l'uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario.
La signora Mambro e il camerata Fioravanti sono fuori di galera.
Fa male ammettere che al momento vincono due a zero.
La parola "sensibile" è vaga come stelle dell'Orsa.
Francesca Mambro, protagonista dell'eversione nera degli anni '70, si è presa qualche ergastolo per omicidi organizzati, realizzati, rivendicati, confessati,
ma si è proclamata innocente rispetto alla strage di Bologna. Francesca Mambro era allora come oggi la donna di Giusva Fioravanti, un tizio colpevole di decine di delitti a sfondo labilmente politico. Delitti diventati famosi per la ferocia e la facilità con cui vennero commessi, spesso a danno di gente che nulla aveva a che fare con le sue cause, e a volte dettati dalla follia piuttosto che da un qualche credo neofascista.
Un ragazzo la cui gioventù venne violentata da troppa televisione. Giusva era uno pronto per la Uno Bianca prima della Uno Bianca.
Qualche anno fa un giudice chiese a Francesca perchè lo scelse come compagno di vita. A questa domanda rispose con una frase da ginnasio nichilista, lapidaria, nel senso di lapide: "Giusva era il ragazzo più sensibile che avessi mai incontrato".
Che razza di tipacci fossero gli altri ragazzi che aveva frequentato non ci è dato sapere.
Di sicuro Francesca con gli uomini non è stata fortunata, e la parola "sensibile" resta dubbia e ambivalente come il coinvolgimento dei NAR per i fatti del 2 agosto 1980.
Francesca Mambro è citata nei ringraziamenti di un disco intitolato: "Abbiamo pazientato 40 anni, ora basta!"
Sensibili anche loro.
Per evitare di confondere la sensibilità con l'eversione fascista e stragista, stabiliremo dei limiti. Definiamo quindi neosensibilismo il nostro modo di essere sensibili. E tutto si distacca dalle ambiguità di Francesca Mambro da cui ci dissociamo anche per l'uso sconsiderato e irresponsabile del vocabolario.
La signora Mambro e il camerata Fioravanti sono fuori di galera.
Fa male ammettere che al momento vincono due a zero.
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politics
mercoledì 8 ottobre 2008
Non fa più notizia
Ma la monnezza è tornata a invadere le strade della provincia di Napoli. In diverse strade di Melito, dove lavoro, la circolazione è rallentata perché la spazzatura ha invaso la carreggiata. Ma non fa più notizia, e se lo facesse, i media se ne fregherebbero, perché tanto "Berlusconi ha risolto il problema della monnezza a Napoli".
Sempre a proposito di monnezza, hanno arrestato trenta persone coinvolte nella rivolta di Pianura di gennaio. Tra queste, oltre a numerosi ultras, un assessore (del Pd) e un consigliere comunale (di An), che si scambiavano simpatiche informazioni sui movimenti della polizia, sulle strade da chiudere... cose di questo tipo. Sempre peggio.
Sempre a proposito di monnezza, hanno arrestato trenta persone coinvolte nella rivolta di Pianura di gennaio. Tra queste, oltre a numerosi ultras, un assessore (del Pd) e un consigliere comunale (di An), che si scambiavano simpatiche informazioni sui movimenti della polizia, sulle strade da chiudere... cose di questo tipo. Sempre peggio.
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munnezza
sabato 4 ottobre 2008
Cult of personality
Che vogliamo dire del concerto dei Living Colour di ieri sera a Roma? Prima fila conquistata senza fatica, settaggio audio fatto coi piedi, la voce di Glover non si sentiva per nulla. Dopo Middle Man riusciamo a far capire ai ragazzi la situazione. Siamo a mezzo metro da Vernon Reid, a confesso che ci sono momenti in cui mi distraggo dalle canzoni per seguire le sue dita. Incredibile. La sezione ritmica è massiccia, Wimbish suona il suo basso in trance, Calhoun è una macchina. La cosa più evidente è che i ragazzi non solo sanno suonare, ma si divertono da matti. Qualche sketch, un discorsetto pro-Obama, ma soprattutto ottima musica. Delirio finale, con Wimbish che sale sul poggiatransenne davanti a noi. Vede che ho la macchina fotografica e si mette a farmi le smorfie in camera. Epico.
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concerti
lunedì 22 settembre 2008
Geni di oggi
Burn After Reading è la dimostrazione che i Coen non sono per tutti. O, perlomeno, non sono adatti alla sala più grande del cinema più grande della terza città più grande d'Italia. Non si tratta di atteggiarsi a intellettuale, ma in effetti è difficile pensare che chi si spancia alle battute del trailer del nuovo film di Salemme possa apprezzare un film di questo tipo. C'era uno spettacolo di Paolo Rossi che invocava il delirio organizzato. E quest'espressione mi sembra calzante per un film di questo tipo, che sparge elementi di qua e di là e alla fine, nonostante mille peripezie, riesce perfettamente a chiudere il cerchio. Il dialogo finale è assolutamente epico, così come quello in automobile tra John Malkovich e un Brad Pitt riuscitissimo nella parte dell'istruttore di palestra perfettamente idiota. Joel e Ethan Coen: come si fa a non amarli?
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cinema
lunedì 1 settembre 2008
LeRoi
La brutta notizia m'è arrivata grazie a un sms di ndru mentre ero in vacanza. Metabolizzandolo, è stato un brutto colpo. La Dave Matthews Band è da anni uno dei miei ascolti fissi, ho passato l'adolescenza con (anche) la loro musica come sottofondo. Finalmente, un anno fa, ero riusciti a vederli live. Evito di scadere nel retorico, dico solo che se n'è andato un gran musicista e che mi dispiace un casino.
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